Berlusconi: nuova previdenza targata Ue

27/06/2003

venerdì 27 giugno 2003

 
 
Pagina 27 – Economia
 
 
L´INTERVENTO
Il premier annuncia una proposta per il semestre. Altolà dei sindacati

Berlusconi: nuova previdenza targata Ue
          Bruxelles replica: difficile realizzarla. Epifani: una proposta priva di fondamento
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Rispunta la «Maastricht delle pensioni». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, annuncia che durante il semestre di presidenza italiana della Ue, l´Italia presenterà e sosterrà «misure di riforme europee comuni dei sistemi pensionistici». Berlusconi precisa che il ministro dell´economia, Giulio Tremonti, ha a questo proposito «specifiche iniziative» in corso con gli altri partner comunitari.
          Il commissario europeo Anna Diamantopoulou conferma, tuttavia, che «non si può utilizzare il modello di Maastricht per le pensioni in Europa», anche perché «i sistemi previdenziali europei sono troppo diversi». Il commissario ritiene che «ci sia spazio per qualcosa di più forte sulla previdenza, anche in termini quantitativi, ma non in termini di riduzione percentuale della spesa pensionistica». L´idea di Berlusconi di arrivare a una riforma delle pensioni attraverso la concertazione con gli altri Paesi europei «non esiste, non ha alcun fondamento», commenta il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
          Il presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, intanto, insiste: nel suo intervento all´assemblea di Federalimentare, sollecita «una riforma delle pensioni fatta con intelligenza, sensibilità, ma anche in tempi brevi». Più che tecnico, la riforma è ormai un problema politico e farà parte della verifica di governo: «Deciderà il governo nella sua collegialità», dice il ministro Roberto Maroni, che difende la delega previdenziale (ma il leghista Giorgetti afferma che «ci sono gli spazi per un nuovo intervento») ed è contrario all´ipotesi di disincentivi all´anzianità sostenuti dal ministro Giulio Tremonti. «Mi sembra ragionevole che se ne parli nella verifica di governo», aggiunge il ministro Rocco Buttiglione, Udc, mentre ancora Maroni esclude qualunque ipotesi di «scambio tra disincentivi e devolution».

          Il ministro Gianni Alemanno, An, è contrario a un intervento con decreto legge: «È un capitolo che va inserito nel Dpef e deve fare parte di una verifica anche con le parti sociali». Ma è noto che i sindacati sono uniti e dicono no a qualsiasi nuova riforma, per cui se riforma sarà, il governo potrebbe pensare di vararla con un decreto legge e a fabbriche chiuse. L´Inps, intanto, frena: le previsioni di ricorso all´anzianità per il 2003 parlano di un livello più basso rispetto al 2002. Nel preventivo 2003 si prevedono 196.258 nuovi trattamenti, contro i 201.604 dell´anno scorso.