Berlusconi non demorde «Il nostro Paese è in ripresa»

16/02/2004


SABATO 14 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
Il presidente del Consiglio: non replico a Prodi, confermo i dati dell´istituto di statistica
Ma Berlusconi non demorde

"Il nostro Paese è in ripresa"
          l´attacco a Prodi Non è serio fare allo stesso tempo il presidente della Commissione europea e il capo dell´opposizione
          la sintonia I dati Istat sono scientifici, in sintonia con i buoni segnali dell´economia e con l´apprezzamento della Ue
          Il premier durante il Consiglio dei ministri ha criticato il ritorno in campo di Prodi

          CLAUDIO TITO


          ROMA – «Io confermo i dati Istat che sono scientifici e in sintonia con i segnali di ripresa dell´economia e con l´apprezzamento della commissione Ue». Silvio Berlusconi esita solo un attimo, poi va giù duro contro Romano Prodi. Le parole del presidente della commissione europea sul «disagio» dei ceti medi e sull´indebolimento delle famiglie italiane proprio non gli sono piaciute. Contesta sia l´aumento dei prezzi, sia la riduzione del potere d´acquisto degli stipendi. Il botta e risposta tra i due, del resto, va avanti ormai da mesi. Ma negli ultimi due giorni la polemica si è impennata. E ieri , sia in pubblico che in privato, il Cavaliere ha fatto ben poco per nascondere la sua irritazione nei confronti delle mosse di Prodi. Che, a suo dire, sono tutte «politiche».
          Prima della replica ufficiale, infatti, il premier si è scagliato contro il professore nel corso del consiglio dei ministri. Un po´ sorridendo e un po´ aggrottando le sopracciglia, se l´è presa con il «ritorno in campo di Prodi» e con l´uso strumentale che fa del suo ruolo a Bruxelles. «Vi rendete conto – si è rivolto ai ministri – che domani partecipa alla Convenzione dell´Ulivo? Una cosa incredibile. Anzi, direi lunare». Più che infuriato, Berlusconi si è mostrato sarcastico e sprezzante. «Non è serio – ha attaccato – continuare a fare contemporaneamente il presidente della commissione europea e il capo dell´opposizione». Se ne lamentò anche a dicembre, durante un vertice del Ppe chiedendo al presidente del gruppo popolare a Strasburgo Poettering di vigilare sul «doppio ruolo» di Prodi. Il presidente del consiglio non ha usato in quella sede né ieri a Palazzo Chigi il termine "dimissioni", ma negli ultimi giorni una richiesta in tal senso è stata spesso presa in considerazione nelle riunioni con il suo staff. Con i ministri il ragionamento è stato meno esplicito ma altrettanto fermo. «Ormai – ha sibilato – dobbiamo considerarlo il nostro avversario politico. Si muove così e quindi dobbiamo rispondergli come risponderemmo agli altri. Tanto, da adesso in poi saremo sempre in campagna elettorale».
          E così è stato già da ieri. Ha definito «contraddittorie» le sue valutazioni sulla crescita economica e «menzogne» i giudizi del professore sul rialzo dei prezzi in Italia. «Menzogne», che a suo giudizio vanno assolutamente contrastate anche perché «i dati ufficiali dicono il contrario». E perché se con l´euro ci sono state delle difficoltà nel nostro paese, «lui è l´ultimo a poter parlare». Secondo Palazzo Chigi, poi, gli aumenti dei prezzi riguardano solo la piccola distribuzione e sono dovuti al tasso di cambio lira/euro concordato a Bruxelles durante il governo Prodi. La linea, quindi, è ribattere colpo su colpo. Oggi il professore interverrà alla convenzione della lista unitaria. E, quasi in contemporanea, per non lasciargli campo libero su tv e giornali, il premier si collegherà telefonicamente con il convegno forzista di Todi. In consiglio dei ministri anche altri hanno bacchettato il presidente della Commissione europea. «Non dovrebbe mettersi alla testa di una coalizione elettorale – si è lamentato Rocco Buttiglione – perché la sua funzione è quella di tutelare i trattati europei». Inoltre, ha chiosato Carlo Giovanardi, «non dovrebbe essere compito suo polemizzare ogni giorno con il governo italiano. Se lo facessimo noi con lui, cosa accadrebbe?».
          Insomma, il centrodestra è convinto che Prodi si sia messo su un binario pericoloso. Esattamente come sostiene il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto: «Prodi sta creando una situazione imbarazzante che dovrebbe sciogliere dimettendosi da presidente della Commissione».