Berlusconi lancia un appello alle parti sociali

03/12/2001


La Stampa web







ECONOMIA
Domenica 02 Dicembre 2001
Berlusconi lancia un appello alle parti sociali
Gigi Padovani inviato A PORTOFINO
Una boccata d’aria pura, per dimenticare i veleni del caso Taormina e dedicare una mattinata tranquilla nella villa di Paraggi ai temi dell’agenda di governo: pensioni, fisco, lavoro. Poi, nel pomeriggio, una passeggiata in tuta blu da jogging fino alla piazzetta di Portofino, per salutare gli amici di sempre: il marinaio Vincenzo Gazzolo, detto «Vinci» – che è anche il presidente del locale Club di Forza Italia – e il «caro Puny», titolare dell’omonimo ristorante, al secolo Luigi Miroli. Quello di Silvio Berlusconi a Portofino, ieri e venerdì notte, è stato un «blitz» rapido (senza Veronica e i figli), un momento di pausa prima di una settimana che sarà molto intensa. Così, dopo aver ammesso con i cronisti al suo inseguimento che forse per il caso del sottosegretario all’Interno al centro delle polemiche si può aprire uno spiraglio – e l’ipotesi sarebbe di accostare a quelle di Taormina anche le dimissioni di Roberto Antonione, sottosegretario agli Esteri, carica difficile da mantenere dopo la nomina a coordinatore azzurro, in modo da dare al mini-rimpasto un carattere più «tecnico» -, il presidente del Consiglio ha parlato a lungo di un altro caso, quello sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Berlusconi è seccato per come sta andando la trattativa con i sindacati. Vuole evitare a tutti i costi uno scontro frontale, e così sposa in pieno l’ipotesi già lanciata dal ministro del Welfare, Roberto Maroni. A Cofferati, Pezzotta e Angeletti, il Cavaliere manda a dire: prima trovate un accordo e poi parlatene con noi. «Il governo – ha spiegato il premier – ha invitato le parti sociali a trovare una soluzione da qui al 15 dicembre. Loro ci hanno risposto che il tempo era poco e non era possibile. Bene, allora c’è tempo fino al 28 febbraio, con la nostra assoluta apertura, per inserire in un emendamento l’accordo che eventualmente trovassero tra di loro». Niente pugno di ferro con il sindacato, dunque, anche perché Berlusconi sottolinea che la modifica dell’articolo 18 non ha nulla di ideologico, né vuole essere un attacco ai diritti dei lavoratori, bensì un modo per dare – a chi ha un lavoro a tempo determinato che sta finendo – la prospettiva di essere assunto a tempo indeterminato. «Il lavoratore in questa situazione – ha argomentato il presidente del Consiglio – passerà da una situazione non garantita ad una garantita, perché in caso di licenziamento senza giusta causa l’azienda sarà costretta a pagare un risarcimento congruo». E qui sta il punto al quale il Cavaliere tiene particolarmente: questa modifica «non sposta nulla per chi è occupato oggi». Non manca la zampata cattiva rivolta alla sinistra, con quegli stessi accenti risentiti usati nei giorni scorsi per chi «infanga l’Italia»: «Giudicare questo un tentativo di facilitare i licenziamenti significa aggiungere alle tante menzogne, una nuova menzogna». Anche perché, ha aggiunto, non potrebbe neppure approfittarne qualche imprenditore senza scrupoli: «Le norme non lo consentono». E’ un po’ come per le rogatorie – «non ne parlo per non sollevare polveroni» – o la crisi internazionale – che fa cambiare «la modulazione dei tempi» per il programma dell’esecutivo -: situazioni che hanno offuscato il lavoro della sua squadra. «Mai – ha detto il premier – nei primi mesi di vita un governo ha lavorato così tanto e soprattutto con tanti risultati». Portofino però contribuisce a ridare un po’ di buon umore a Berlusconi, anche perché a Puny il Cavaliere ha confidato, prima di ripartire in auto, di sentirsi un po’ stanco. Dopo aver comprato un gioiello nel negozio Cartier da portare a Macherio, gli ha detto: «Hanno scritto che voglio comprare Villa Altachiara, della Contessa Agusta. Fossi matto, porta jella! Mi trovo così bene al Castello di Paraggi…». In piazzetta si dice che il contratto di affitto dai Bonomi Bolchini sarà confermato per almeno cinque anni: la durata della legislatura.
 

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