Berlusconi, la giornalista e l´ombelico scoperto

12/07/2002



(Del 12/7/2002 Sezione: Interni Pag. 7)
PRANZO ALLA CAMERA CON BOSSI: IO E BLAIR SAREMO TESTIMONI ALLE NOZZE FRA AGAG E LA FIGLIA DI AZNAR
Berlusconi, la giornalista e l´ombelico scoperto

SE esplodono fuochi d´artificio, nessuno si metterà a contemplare il cielo al posto delle strisce colorate. Se il presidente del Consiglio, alla fine di un pranzo con l´alleato Umberto Bossi, si ferma nel corridoio principale del Palazzo e parla praticamente di tutto con la verve che gli è propria – matrimoni illustri ai quali farà da testimone, battute sugli ombelichi scoperti di temerarie giornaliste, osservazioni su piccole diete necessarie per entrare adeguatamente nel «vestito della festa» – pochi si appassioneranno alla parte politicamente più rilevante dell´eloquio presidenziale, che arriva quando il Cavaliere comunica: sui membri laici del Csm «c´è l´intesa, anche la Lega è d´accordo sui nomi». Che volete che importi del Consiglio superiore della Magistratura a una platea di addetti da Transatlantico che salutano la passeggiata postprandiale del premier come una manna per riempire taccuini di colore?
Ecco. Ieri Silvio Berlusconi ha pranzato per un´ora al ristorante di Montecitorio con il ministro per le Riforme istituzionali, Umberto Bossi. Dopo s´è concesso breve quanto salutare passeggiata, venti minuti in Transatlantico nei quali si sono succedute scene che meritano di essere descritte perché illustrano al lettore aspetti rivelatori dell´azione politico-mediatica del primo ministro.
Scena prima. Berlusconi è già accerchiato dal consueto capannello di «giornalisti al seguito»-curiosi-fedeli quando gli si fa incontro Vittorio Sgarbi, il critico d´arte appena «dimissionato» dal ministero dei Beni Culturali dove ricopriva l´incarico di sottosegretario. Mormorii, qualcuno aspetta vigorosa e magari franca polemica, per lo meno un po´ di sarcasmo e invece niente. Sgarbi esordisce: «Ti ho chiamato ma non c´eri mai». Berlusconi sorride: «Come avrai visto dai giornali mi hanno fatto lavorare…». Sgarbi: «Allora vediamoci stasera». Berlusconi: «No, stasera c´è il re (Juan Carlos, ndr.)». Alla fine si concorda un incontro in data da definire. Il critico è soddisfatto, saluta con caloroso abbraccio e se ne va. Scena seconda. Doppiata la situazione potenzialmente rischiosa il premier può annunciare, rilassato, che c´è l´accordo sul Csm: il che, a onor di cronaca, non scalda il pubblico presente. Molto più interesse suscitano le affermazioni seguenti. La prima: il Cavaliere comunica che il 5 settembre, con «l´amico Toni Blair», farà da testimone al matrimonio della figlia dell´«amico Aznar» la quale va in sposa a un altro «amico», il giovane leader del Ppe, lo spagnolo Alejandro Agag. La seconda: conscio che l´importanza mediatica dell´annuncio è almeno pari a quella dell´evento, comunica di aver comprato un abito (non ancora un regalo) ma dovrà perdere qualche chilo, dice, per indossarlo al meglio. I patiti degli sviluppi postmoderni della politica del look emettono mormorii di ammirazione ma sanno che la sortita ha i suoi tempi, e adesso volge al termine. Qualcuno tenta infine di stimolare ancora il protagonista unico: e sentite che succede, è l´epilogo. Una giornalista si avvicina, rivolge l´ultima domanda e incappa nella consumata verve di cui s´è detto. «Presidente, scusi…». Berlusconi si ferma, osserva il tratto amabile dell´interlocutrice, sorride: «Ha l´ombelico scoperto, stia attenta che prende freddo». Lei si fa rossa. Attorno si ride.
ja. ia.