Berlusconi in campagna elettorale “Articolo 18, pronti a cambiare”

07/06/2002


VENERDÌ, 07 GIUGNO 2002
 
Pagina 6 – Interni
 
Berlusconi in campagna elettorale "Articolo 18, pronti a cambiare"
 
Il premier smentisce il rimpasto e attacca Rutelli: "Ma chi è?"
 
 
 
Il capo del governo a Frosinone, oggi sarà a Verona "Lezione" al centrosinistra: ritrovate il bandolo, un´opposizione divisa e involuta fa male al Paese
"Sul lavoro, se i sindacati propongono qualcosa di meglio, saremo felici"
"Non c´è nessuna previsione di un nuovo ministro degli Esteri, almeno per ora"
 
DAL NOSTRO INVIATO
GIANLUCA LUZI

FROSINONE – «Ho visto che qualcuno sull´articolo 18 ha di nuovo proclamato uno sciopero di 6 ore», dice Berlusconi attorniato da giornalisti, guardie del corpo e fan locali in un albergo di Frosinone. «Mi permetto una domanda a chi sciopererà: se scioperate vuol dire che lavorate. Ma se lavorate, questa modifica che abbiamo proposto non vi tocca perché i diritti di chi lavora non sono toccati per niente. Quindi siete male informati perché questa modifica è tesa solo a creare nuovi posti di lavoro». Ma i sindacati vogliono cambiarlo? «Se ci viene proposto qualcosa di meglio noi siamo qui. Se i sindacati ci propongono qualcosa di meglio saremo i più felici di fare qualcosa che sia meglio per chi ancora il lavoro non ce l´ha».
Dopo i fasti del vertice Nato di Pratica di Mare con Bush e Putin, ecco il presidente del Consiglio che scende in Ciociaria per sostenere accanto ai più nostrani Storace e Cutrufo la campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra a Frosinone. Aveva promesso che non avrebbe fatto campagna elettorale. Però visto che alcuni ballottaggi si presentano complicati, è meglio accorrere. E quindi ieri era a Frosinone (tre comizi in tre piazze, con appendice ad Alatri) e oggi sarà a Verona. Cambio veloce di albergo perché lo staff si è accorto all´ultimo momento che nello stesso posto doveva parlare l´ex presidente del Senato Mancino per il candidato del centrosinistra. E poi via in centro accanto al presidente della Regione Lazio in cappellino verde. Inno di Mameli a ripetizione e cinquecento fedelissimi a sfidare l´acquazzone.
«Sono qui a pagare una cambiale a Storace», spiega il premier che coglie l´occasione per criticare l´opposizione «divisissima», per aprire cautamente sull´articolo 18 e per ribadire prima di tutto che «non c´è nessun rimpasto. E non c´è nessuna previsione di ministri degli Esteri. Per ora…». Del resto che bisogno c´è di cambiare qualcosa, sembra dire Berlusconi quando elenca i provvedimenti del governo che sono «molti di più» di quelli promessi. E come potrebbe essere altrimenti, visto che mattina e sera il Cavaliere ha davanti agli occhi il «contratto con gli italiani», non più affisso solo in camera da letto ma anche in bagno. Peccato solo che sul fisco il governo non abbia potuto ancora abbattere le aliquote, ma si sa, la colpa – come al solito – è dell´extradeficit ereditato dal precedente governo.
Così, «contro le invenzioni della sinistra», Berlusconi snocciola «i nostri numeri». Che poi, aggiunge riferendosi all´opposizione, «chi di spada ferisce, di spada perisce», perché «si involve su se stessa e appare divisissima sia nella sua componente sindacale, sia nella sua componente partitica». Ma Berlusconi sostiene che questo non gli piace, perché alla maggioranza «non fa bene avere una opposizione soltanto distruttiva», mentre servirebbe una opposizione che «ritrovi se stessa, ritrovi il bandolo della matassa e possa concorrere con noi al bene del paese, al cambiamento del paese». Riaperto il dialogo con Cisl e Uil e divisa la materia su vari tavoli, Berlusconi lancia un segnale di assaggio: «Alla fine di tutti questi tavoli, quando avremo sistemato tante altre posizioni, decideremo cosa fare sull´articolo 18». «Non siamo persone che si fissano – aggiunge il capo del governo -. Abbiamo il buon senso e la flessibilità necessaria per anche cambiare se ci viene proposto qualcosa di meglio». Quindi, almeno su questo è un po´ d´accordo con Rutelli, chiedono a Berlusconi. La risposta è irridente: «Chi è questo signore? Non posso conoscere tutti…».