Berlusconi fa il pieno di scioperi

30/09/2002

            sabato 28 settembre 2002

            Le ore non lavorate registrano un boom (+ 475% nei primi otto mesi). Le retribuzioni cresciute del 2,5% in un anno
            Berlusconi fa il pieno di scioperi
            L’attacco all’articolo18 scatena la conflittualità. Inflazione al 2,6% in settembre

            Giovanni Laccabò

            MILANO Un governo di centrodestra
            è un grave danno per il Paese: lo
            conferma anche l’Istat coi dati sulla
            conflittualità che nei primi otto mesi
            del 2002 ha raggiunto quota 25 milioni
            di ore di scioperi (+ 475% rispetto
            allo stesso periodo 2001), mentre in
            agosto l’indice delle retribuzioni cresce
            ma sotto l’inflazione, la quale viene
            confermata a settembre al tetto
            prima mai così insidioso del 2,6%
            Scioperi. Il 91,2% delle ore perse,
            pari a 22,8 milioni di ore, è legato
            a vertenze non originate dal rapporto
            di lavoro, e di queste oltre i due
            terzi (16,1 milioni di ore) si riferiscono
            ad aprile. Invece gli scioperi per
            vertenze contrattuali o aziendali sono
            stati pari a 827 mila ore e i principali
            settori sono stati la metallurgia,
            il credito e i trasporti.
            Salari. Ad agosto l’indice delle retribuzioni
            orarie dei dipendenti aumenta
            di +2,5% su base annua e dello
            0,3% su base mensile. L’incremento
            nel periodo gennaio-agosto, rispetto
            al corrispondente periodo dell’anno
            precedente, invece risulta pari a
            +2,6%. La variazione tendenziale del
            +2,5%, rileva l’Istat, è pari a quella
            registrata per lo stesso mese dall’indice
            dei prezzi al consumo. Sale oltre il
            tetto programmato dell’inflazione
            (1,7%) invece l’indice delle retribuzioni
            orarie contrattuali per l’intera
            economia pari al +2,5%. Oltre la metà
            dell’aumento complessivo sarebbe
            infatti determinato dai miglioramenti
            previsti per il 2002 mentre la parte
            restante deriva dalla dinamica del
            2001. L’aumento congiunturale dei
            salari orari deriva dall’applicazione
            dell’istituto di vacanza contrattuale
            per i dipendenti regolati dal contratto
            assicurazioni e dall’entrata in vigore
            di nuovi accordi, come per l’agricoltura,
            le forze armate e le forze di
            polizia. È stato recepito inoltre il contratto
            dei dipendenti delle scuole private
            religiose, con aumenti a decorrere
            da settembre 2002.
            Inflazione. Si conferma la crescita
            di settembre: il tasso si attesta al
            2,6% (2,4% il dato definitivo di agosto)
            mentre in termini congiunturali
            la variazione è dello 0,2%. L’Intesa
            dei consumatori rileva che in un anno
            le famiglie spenderanno 1.081 euro
            in più per le varie voci di spesa e
            criticano le misure del governo, che
            viene invitato «a rivedere con urgenza
            la politica finanziaria per tutelare i
            portafogli delle famiglie e frenare la
            corsa al rialzo».
            Sempre sulla base delle stime
            provvisorie – comunica l’Istat – l’indice
            armonizzato registra a settembre
            una variazione di +0,6% rispetto al
            mese precedente e di +2,8% rispetto
            allo stesso mese del 2001. In termini
            di comparti merceologici, su base
            congiunturalesolo i trasporti fanno
            segnare una variazione negativa
            (-0,5%). In salita invece i prezzi al
            consumo per istruzione (+1,9%), abbigliamento
            e calzature (+0,5%), prodotti
            alimentari-bevande analcoliche
            e abitazione, acqua, elettricità e combustibili
            (+0,3%).