Berlusconi concerta, la Cgil strappa

28/06/2001

Il Sole 24 ORE.com



    CONCERTAZIONE

    Berlusconi concerta, la Cgil strappa
    Il piano per rilanciare lo sviluppo illustrato alle parti sociali a Palazzo Chigi.
    Oggi il Consiglio dei ministri vara un maxi Ddl
Lo scontro è sui contratti a termine: un decreto legislativo attuerà la direttiva Ue – Subito l’abolizione della tassa di successione
ROMA – Si chiude in un clima di tensione tra i sindacati il debutto del Governo Berlusconi sulla concertazione. Nell’incontro con Cgil, Cisl e Uil, l’ultimo in calendario nella giornata di ieri, si è riproposta la spaccatura tra sigle confederali sul recepimento della direttiva Ue sui contratti a termine (il sì di Cisl e Uil e il no secco della Cgil) che oggi vedrà il via libera in Consiglio dei ministri. Una decisione che ha creato imbarazzo tant’è che nessuno dei tre leader sindacali ha voluto rilasciare dichiarazioni, né presentarsi al consueto incontro con la stampa, «perché — hanno fatto sapere — si è trattato di un incontro interlocutorio, il giudizio verrà dopo aver visto i testi». Ma Sergio Cofferati prepara già lo strappo. È convocata per oggi, dopo il Consiglio dei ministri, una conferenza stampa solo della Cgil: in questa sede il leader di Corso Italia illustrerà la "controffensiva" del sindacato sul via libera ai contratti a termine giudicati in contrasto con lo spirito della direttiva dell’Unione. Al di là del finale, il dialogo sociale "modello Berlusconi" è riuscito ad incassare il placet sostanziale di tutte le altre parti sociali sulle misure dei primi 100 giorni che verranno varate nel Consiglio dei ministri di oggi raccolte in un maxi-disegno di legge. Insomma, a incrinare l’esordio della concertazione è stata una difficoltà pregressa, quella sui contratti a termine, su cui c’era e c’è una spaccatura che risale a prima del voto, quando c’era ancora il Governo di Centro-sinistra. Come era previsto, il premier ha deciso però di andare avanti accogliendo un testo su cui si era coalizzato il consenso della maggioranza delle organizzazioni datoriali e sindacali. Parte quindi, nonostante le tensioni serali, la terapia d’urto di Berlusconi sull’economia. «Ci dobbiamo preparare ad affrontare il generale estate — ha detto Berlusconi nel corso dell’incontro con i sindacati — e noi dobbiamo essere pronti per poter offrire alle imprese, dopo le ferie estive, una serie di misure da poter usare al più presto». Una cura di ferro, tutta concentrata nel maxi-provvedimento che è il cuore della strategia di rilancio dello sviluppo messo a punto dal neo-Governo. Una pesante iniezione di fiducia che ha soddisfatto gli altri protagonisti sociali e in particolare il mondo delle imprese. Positivo è stato il commento di Confindustria che ha promosso il piano di interventi del Governo. «L’incontro è andato bene — ha detto il presidente degli industriali Antonio D’Amato — perché il Governo ci ha illustrato quanto intende fare nei prossimi giorni. Ci sembra che le idee siano chiare e i provvedimenti importanti per aiutere in maniera significativa il rilancio degli investimenti e daranno sprint e turbo al motore dell’economia italiana». Berlusconi ha incassato il sì anche delle altre associazioni datoriali, della Confcommercio e delle altre organizzazioni di piccole imprese. Il maxi-provvedimento vedrà la luce oggi nel Consiglio dei ministri e approderà in Parlamento già all’inizio della prossima settimana per essere approvato, prima della pausa estiva, almeno da un ramo del Parlamento. Il pacchetto dei 100 giorni ha il suo perno nella Tremonti bis, l’asso per rimettere in moto gli investimenti, che non sarà cumulabile al credito d’imposta per quel che riguarda il capitale fisso ma che potrà invece aggiugnersi per quanto riguarda le agevolazioni sugli investimenti in formazione. Intorno alla Tremonti ruotano una serie di altre misure, a cominciare dal pacchetto per l’emersione dal sommerso e dal rilancio dell’edilizia e delle grandi opere con il tandem della legge obiettivo per dare slancio alle opere infrastrutturali e dei provvedimenti che vanno sotto il titolo di "padroni in casa propria", cioè la semplificazione burocratica nel campo delle ristrutturazioni. Corposa anche la parte che riguarda lo sfoltimento delle pratiche e degli adempimenti burocratici soprattutto per le piccole e medie imprese e per gli artigiani (che potranno contare su un alleggerimento burocratico sul fronte dello smaltimento dei rifiuti). Il pacchetto semplificazione comprende una serie di misure che saranno dedicate al processo di sburocratizzazione e di delegificazione, con l’obiettivo di cancellare entro la fine dell’anno almeno 500 leggi. L’intenzione è anche quella di ridurre il numero delle imposte che gravano sulle imprese attraverso una legge quadro. Ritorna poi, nel maxi-Ddl, l’abolizione della tassa di successione e donazione. Sono poi previsti interventi sul diritto societario e novità sulla proprietà delle invenzioni e agevolazioni per le imprese della new economy. Con un decreto legislativo verrà invece varata oggi la direttiva europea sui contratti a termine: liberalizzazione dei contratti per chi ha più di 55 anni; niente tetti quantitativi ma solo vincoli di durata da decidere a livello aziendale per per i giovani e nelle fasi di avvio di una nuova impresa; fissazione del tetto massimo demandato alla contrattazione collettiva per tutti gli altri casi; nessun rinvio alla contrattazione delle causali. Lo sconto fiscale di 50 lire sulla benzina introdotto dal precedente Governo sarà prorogato per tre mesi, dunque fino al 30 settembre. Si dovrà aspettare invece per pensioni, devolution e sanità.
Lina Palmerini
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Giovedí 28 Giugno 2001

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