Berlusconi: basta preoccupazioni, l’economia tiene grazie al sommerso

17/06/2005
    venerdì 17 giugno 2005

    Pagina 5 – Economia

    Epifani: il lavoro nero? Un altro insuccesso del governo.
    Pecoraro Scanio: inno all´illegalità

      Berlusconi: basta preoccupazioni
      l’economia tiene grazie al sommerso
      Montezemolo avverte:"Attenti a non diventare Disneyworld"

        Maroni:"Coprire i tagli all´Irap con il blocco
        del turn over nel pubblico impiego"

          ROBERTO PETRINI

            ROMA – Dopo la retromarcia del governo sul taglio dell´Irap nel 2005 e il rinvio alla prossima Finanziaria dell´intera questione, si arroventa lo scontro tra il governo e la Confindustria. «Se non c´erano le risorse era meglio dirlo prima, il paese regredisce», ha attaccato Luca Cordero di Montezemolo. «Non vi capisco», ha replicato il Cavaliere.

            Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rilanciato aprendo un nuovo terreno di scontro: il sommerso. «Smettiamola di preoccuparci così tanto per l´economia: abbiamo un sommerso del 40 per cento, ma vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma andiamo…», ha detto il premier. «Non capisco questa preoccupazione, è tutta l´Europa che non si sviluppa. La nostra situazione è meglio di quella di altri paesi, tra cui i due giganti, Francia e Germania». Nel duello si è inserito anche il segretario generale della Cgil Epifani: «Il lavoro nero è un´altra sconfitta per il governo, perché all´inizio della legislatura si era posto l´obiettivo di contrastarlo». Il centrosinistra spara a zero: «Il governo non sa più come giustificare i propri clamorosi fallimenti in campo economico: le dichiarazioni di Berlusconi non ci stupiscono più. E´ un inno alla illegalità», ha detto il verde Pecoraro Scanio.

            Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha poi gettato acqua sul fuoco replicando ancora alla Confindustria che aveva lamentato l´»occasione perduta». «Si trattava di una cifra di 1,7 miliardi per il 2005 – ha spiegato a Bruxelles – una cifra che non avrebbe prodotto nessun effetto sullo sviluppo e sull´economia». Dunque l´iniziativa di posticipare i tagli fiscali per le imprese, secondo il premier, è stata presa «con la solita saggezza e prudenza», con il supporto «di un numero importante dei rappresentanti delle parti sociali» e «condivisa da tutti i ministri». Il rinvio consentirà, secondo Berlusconi «di aspettare, come si era d´accordo di fare, la Finanziaria». Pertanto le critiche e le polemiche a questo riguardo, ha aggiunto Berlusconi, «non sono comprensibili». «Ho deciso di prendermi tre mesi di tempo per studiare, approfondire ed esaminare tutti i pareri delle parti sociali». Berlusconi ha aggiunto che il governo sta preparando «una serie di interventi per la lotta all´evasione».

            E´ tuttavia la polemica con le categorie a tenere banco. Ai giornalisti che gli chiedevano se avesse perso la fiducia degli imprenditori, ha replicato secco: «Ma non diciamo stupidaggini». Quanto ai fischi ricevuti all´assemblea della Confartigianato li ha definiti «demagogici».

            Montezemolo non ha risparmiato le critiche: «Il reperimento delle risorse va fatto da chi ha l´onere e l´onore di governare», ha detto. «Dobbiamo pensare al futuro e non possiamo trovare risorse solo per coprire la spesa corrente o per i contratti». Il presidente di Confindustria ha poi ribadito che «il paese, è fermo, a volte regredisce», ed ha sottolineato che «il tema di fondo è come fare per aumentare la vocazione produttiva del paese». Ed ha aggiunto: «Non possiamo pensare che questo paese è Disneyworld, o popolato da immobiliaristi o speculatori di Borsa. Noi dobbiamo aumentare la vocazione industriale del paese per aumentare le opportunità di business».

              Resta infine alta l´attesa per i versamenti Irap: nonostante il decreto secondo il consiglio dei commercialisti il 5 per cento dei contribuenti (circa 6-7 milioni) ha deciso di non pagare il 20 giugno. Il ministro del Welfare Maroni insiste sulla ricerca delle risorse per il taglio-Irap: «Prendiamo le risorse dal blocco del turn over agli statali».