Berlinguer attacca D’Alema, sfida aperta nei Ds

15/07/2002

14 luglio 2002



Berlinguer attacca D’Alema, sfida aperta nei Ds

Il capo della sinistra interna: aiuto consapevole a Berlusconi. Fassino: campagna per colpire il prestigio del presidente

      ROMA – «Martedì ci confronteremo nel comitato direttivo dei Ds…». Giovanni Berlinguer parla senza enfasi. L’aria mite da vecchio professore e l’ understatement di famiglia che lo porta a presentarsi all’assemblea di Socialismo 2000 , la componente di Cesare Salvi, come «leader temporaneo» del Correntone diessino. Ma l’attacco alla maggioranza del partito è durissimo. Massimo D’Alema viene esplicitamente accusato di intelligenza con il nemico, di minimizzare l’accordo separato di Cisl e Uil che ha portato all’isolamento della Cgil. Insomma, di fornire un «aiuto» peraltro «assolutamente consapevole» a Berlusconi. La replica del vertice diessino non si fa attendere. Le parole di Giovanni Berlinguer vengono bollate come «intollerabili» da Fassino che «esprime solidarietà al presidente del partito». La nota della segreteria parla di «sorpresa e amarezza» per le affermazioni del leader della minoranza, considerate «gravi, offensive» e «totalmente prive di fondamento». Ma c’è di più: tutto questo – secondo il Botteghino – s’inserirebbe in una vera e propria «campagna, da più parti promossa, volta a colpire il prestigio e l’autorevolezza del presidente dei Ds, e con lui, dell’intero gruppo dirigente». Se questo è il clima, il prossimo direttivo della Quercia rischia di trasformarsi in una resa dei conti. Torna così il fantasma della scissione, anche se Salvi esclude una conclusione così drammatica. «Non è un referendum pro o contro Cofferati – sostiene l’ex ministro del Lavoro – ma l’attacco alla Cgil, l’offensiva per isolare il maggior sindacato italiano è un attacco alla democrazia. Mi auguro che martedì emerga una linea chiara e netta a sostegno della Cgil». Intanto Giovanni Berlinguer anticipa che martedì porrà anche la questione del modo in cui si fa opposizione: «Abbiamo 260 deputati, ma le leggi passano con 180-190 voti contrari…».
      Per trovare la miccia che ha provocato l’incendio sotto la Quercia bisogna risalire a giovedì scorso, giorno in cui l’
      Unità pubblica una lettera in cui D’Alema bacchetta giornale e minoranza del Partito che lo attaccano per lo scarso sostegno dato alla Cgil di Cofferati. Un «falso» che sta «producendo come unico risultato un insperato aiuto al governo Berlusconi». Ieri Berlinguer è passato alla controffensiva partendo proprio da quel discorso alla Camera pronunciato dal presidente dei Ds in occasione delle dimissioni del ministro Scajola senza mai citare Cofferati: «Non si può fare un intervento dopo quello che aveva detto Berlusconi, ignorare la Cgil e gettare un’esca con un improbabile accordo bipartisan sul terrorismo». Breve pausa e colpo finale: «In una lettera all’ Unità , D’Alema si dichiarava "amareggiatissimo" per quanto detto da alcuni compagni e si augurava che l’aiuto dato da quei compagni a Berlusconi con quelle affermazioni fosse inconsapevole. Io penso che il piccolo aiuto dato da D’Alema con quel discorso a Montecitorio sia stato pienamente consapevole… ».
Felice Saulino