Bergamo. Turismo, lavoratori in sciopero per il contratto

05/05/2003




          Sabato 3 maggio 2003
          Turismo, lavoratori in sciopero per il contratto

          Il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni e il miglioramento del diritto alla salute con forme di assistenza sanitaria integrativa figurano tra le motivazioni dello sciopero regionale di otto ore del settore turismo organizzato ieri da Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil.
          L’iniziativa, la cui campagna è stata orchestrata nelle scorse settimane dalle associazioni sindacali di settore e che non ha interessato la «ristorazione autostradale», ha visto una massiccia adesione di lavoratori orobici, oltre alla forte partecipazione degli stessi al presidio regionale di ieri mattina a Milano in zona Duomo.
          A fronte della scadenza del contratto collettivo nazionale del lavoro del turismo, avvenuta il 31 dicembre 2001, le associazioni sindacali chiedono il mantenimento delle tutele e dei diritti già previsti dall’attuale contratto e l’aggiornamento economico delle varie indennità: notturno, domenicale, festivo e straordinario.
          «Riteniamo – ha sostenuto Roberto Corona, segretario provinciale e regionale di Fisascat Cisl – che i sedici mesi trascorsi non siano stati certo un periodo di tempo limitato per discutere delle problematiche che interessano il settore in questione. Tra le richieste che avanziamo figura anche la concretizzazione del secondo livello di contrattazione, dal momento che le mense non rinnovano i contratti provinciali da anni». Il settore turismo a Bergamo, tra città e provincia, conta circa 25 mila addetti, il 50 per cento dei quali impiegati in piccoli esercizi (molti di questi risultano caratterizzati da una conduzione di tipo familiare). Bar, ristoranti, alberghi, agenzie di viaggi, mense aziendali e scolastiche, ma anche la ristorazione del settore della sanità (ospedali, case di riposo, case-albergo) e i complessi turistico-ricettivi all’aria aperta (campeggi) sono state alcune tra le categorie interessate dallo sciopero di ieri. «La mobilitazione – ha spiegato Corona – è stata organizzata perché in questi mesi, come risposta dalle controparti, abbiamo ricevuto proposte di aumenti che a nostro avviso non garantiscono il recupero reale dell’inflazione; ci troviamo in disaccordo inoltre sulla flessibilità del mercato e dell’orario di lavoro (per quanto riguarda per esempio il part-time e l’apprendistato) e l’assorbimento delle maggiorazioni previste per "causali diverse", attraverso la regola presunta che la "maggiore assorbe la minore". Per questo respingiamo con fermezza i tentativi di smantellamento del contratto collettivo nazionale del lavoro: è l’unico strumento di tutela e solidarietà per i lavoratori del turismo e deve garantire un salario dignitoso per tutti». Gli addetti del settore in questione lamentano anche il ridimensionamento del secondo livello di contrattazione. «Ci diciamo soddisfatti – ha concluso il segretario provinciale di Fisascat Cisl – per l’adesione riscontrata nello sciopero regionale di ieri. Solo per quanto riguarda i piccoli esercizi, soprattutto quelli a conduzione familiare, la partecipazione si è rivelata scarsa».
          Vanessa Bonacina