Bergamo. Terziario in crescita

24/05/2004




    sabato 22 maggio 2004

    Terziario in crescita, spiccano informatica e immobiliare

    Difficoltà nel far incontrare domanda e offerta, nuova flessibilità, occupazione in crescita (con una presenza più maschile che femminile, benché il saldo complessivo tra avviamenti e cessazioni 2000-2003 nel settore terziario di 15 mila unità su 28 mila totali, abbia fatto registrare un 60% di donne occupate). E, tra gli impegni per il futuro, l’innovazione dei servizi anche per le piccole imprese, la qualificazione delle risorse umane e l’investimento nella formazione.

    Questi alcuni flash di ciò che è emerso ieri mattina, al Centro congressi «Giovanni XXIII» a Bergamo, alla presentazione della ricerca realizzata dall’Ente bilaterale regionale lombardo (Enbil), con la partecipazione della Confesercenti e dei sindacati confederali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil), sul settore del commercio, turismo e servizi. «I risultati presentati derivano da un’analisi sull’evoluzione del mercato del lavoro in questo settore, per la ricerca di soluzioni adeguate», ha detto Giancarlo Morghen presidente dell’Enbil. «Una ricerca frutto della concertazione fra le parti, che ora deve diventare patrimonio della provincia bergamasca», ha ribadito Giorgio Ambrosioni, vicepresidente della Confesercenti di Bergamo. Tra i dati forniti dai ricercatori, Samuele Rota, Paolo Longoni e Natale Carra (ricavati dal censimento del decennio 1991-2001 e da Camera di commercio, Istat, ministero delle Attività produttive e Centri per l’impiego provinciale per il periodo più recente che giunge fino al primo trimestre 2004), è emersa una crescita del settore (pur non accompagnata da un aumento del valore aggiunto), maggiore per l’informatica e l’immobiliare, bassa invece per bar, alberghi e ristoranti e per il commercio al piccolo dettaglio, specialmente alimentare, con una frenata anche nel settore degli intermediari.


    Mario Piovesan, segretario nazionale della Fisascat-Cisl, ha auspicato che «dagli spunti emersi si aprano contrattazioni specifiche a favore dello sviluppo territoriale». «È la prima volta che a Bergamo si produce una ricerca così completa in questo settore», ha aggiunto Maurizio Regazzoni, della Uiltucs. E, mentre il dirigente dell’assessorato al Lavoro e Formazione regionale, Giovanni Manzi, ha chiesto «l’estensione dell’elaborazione a tutte le province lombarde», la formazione è stata al centro dell’intervento dell’assessore provinciale al Lavoro, Benedetto Bonomo, condiviso da Mario Bussoni, vicesegretario nazionale Confesercenti, che ha chiesto alla Regione «percorsi formativi integrati per gli imprenditori», soprattutto per la piccola e media impresa.


Alessandra Bevilacqua