Bergamo. La Fisascat vuole il contratto provinciale per i dipendenti del turismo

05/04/2004



sabato 3 aprile 2004

La Fisascat vuole il contratto provinciale per i 6 mila dipendenti del turismo

Chiuse tutte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del turismo, i tavolo aperti erano quattro, ora la Fisascat-Cisl di Bergamo rilancia sul contratto di secondo livello provinciale e invita Filcams-Cgil e Uiltucs a preparare insieme alla trattativa. L’iniziativa non è solo locale, dal momento che ragionamenti in questo senso sono aperti anche nella Fisascat regionale.
In bergamasca il turismo occupa più di 6 mila persone distribuite nei tre settori: alberghi, pubblici esercizi e ristorazione collettiva (mense). I tre contratti provinciali sono scaduti nel 1965, 1970 e nel 1989. Le condizioni attuali, secondo la Fisascat, riportano di attualità la contrattazione provinciale, tenuto conto anche del fatto che meno del 10% dei lavoratori di questo settore possono usufruire di una contrattazione aziendale.
Sergio Carminati della segreteria provinciale Fisascat spiega: «Il contratto nazionale, per usare un’immagine, è diventato un vestito stretto, uno strumento monco per diverse ragioni: ai rinnovi si arriva con lunghi ritardi, i risultati non sono sufficienti essendo commisurati sull’inflazione ufficiale e ci sono differenze territoriali da considerare. Dagli anni Settanta in poi, tra contingenza e aumenti salariali nazionali, la necessità di una contrattazione provinciale era diminuita, mentre oggi è un’esigenza che torna di attualità».
La proposta della Fisascat è aprire tre tavoli, uno per ciascuno dei tre settori: alberghi, pubblici esercizi e ristorazione collettiva, «dando continuità – sottolinea Carminati – e recuperando tutto ciò che non è mai stato cassato dei tre precedenti accordi». Ad esempio, il principio che, sulla base del divieto delle mance, a pari livello di qualifica attribuisce ai camerieri che servono ai tavoli una retribuzione superiore del 30%. Nella contrattazione provinciale secondo la Fisascat dovrebbero trovare spazio, fra gli altri temi, il premio di risultato, la previdenza integrativa, la regolamentazione del part-time e dell’orario di lavoro.