Bergamo. Gli appalti fanno male alla salute

14/10/2003





 
   
14 Ottobre 2003
ECONOMIA








              Gli appalti fanno male alla salute
              Al Gleno di Bergamo la Sodexho gestisce i servizi: bilanci dell’ospedale in rosso e lavoratori senza contratto

              MANUELA CARTOSIO


              BERGAMO
              «Solo collaboratori motivati e che vivono un buon clima aziendale possono dedicarsi a migliorare la qualità della vita e lavorare per il benessere degli altri». Sul suo sito patinato la multinazionale dei servizi Sodexho predica bene, ma al «Gleno» di Bergamo razzola male. La casa di riposo di via Gleno – 520 posti letto – è la più importante struttura per anziani della provincia. Nel 2001 mensa, bar, pulizie, lavanderia e guardaroba sono stati appaltati a Sodexho. Non sappiamo come se la passino gli 11 mila dipendenti italiani di Sodexho. Di certo, le cento dipendenti che ha al Gleno – quasi tutte a part time – se la passano male. Le addette alle pulizie, una cinquantina, il 24 e il 25 ottobre sciopererano per la terza volta in poco più di un mese. Scioperano per il contratto aziendale, che Sodexho non vuole fare. La trattativa non è neppure iniziata perché la multinazionale rifiuta persino d’incontrare i sindacati di categoria, robustamente presenti anche tra le lavoratrici dell’appalto. Due le richieste che il sindacato metterebbe sul tavolo, se il tavolo ci fosse: un premio di rendimento attorno al 3% del salario, indennità per il lavoro domenicale.

              L’indisponibilità di Sodexho a interloquire con il sindacato non è una novità. E’ stato necessario ricorrere in giudizio per ottenere che le retribuzioni siano corrisposte entro i dieci giorni fissati dal contratto. Con la scusa che le buste paga sono «tante», Sodexho al Gleno pagava i salari con un mese di ritardo. Quanto all’orario di lavoro, nella lettera d’assunzione Sodexho ne indicava una decina, riservandosi di scegliere di volta in volta quello più confacente alle esigenze aziendali. C’è voluto l’intervento dell’Ispettorato del lavoro perché ogni lavoratrice avesse un orario certo. «E’ incredibile che una multinazionale di queste dimensioni rifiuti di trattare con il sindacato», commenta Mirko Rota, segretario Filcams di Bergamo. Ed è altrettanto incredibile che la direzione del Gleno «non faccia niente» per evitare scioperi delle pulizie che causano sicuramente disagi ai ricoverati. In genere sono le aziende che ricorrono alla Commissione nazionale di garanzia per bloccare gli scioperi nei servizi pubblici. In questo caso le parti si rovesciano: sarà il sindacato ad appellarsi alla Commissione di garanzia contro Sodexho, che non ha attuato l’obbligatorio tentativo di conciliazione per evitare gli scioperi e i conseguenti disagi ai ricoverati.

              Perché la direzione del Gleno fa il pesce in barile? «Perché ci deve 3 milioni di euro», ha fatto sapere Sodexho alla stampa orobica. Mossa furba, ma non troppo. Perché analizzando i bilanci della casa di riposo la Cgil ha scoperto che a mandarli in rosso è stato proprio l’appalto Sodexho. Da quando la multinazionale è arrivata al Gleno la spesa per il vitto è lievitata dell’82%, quella per il noleggio della biancheria e la lavanderia del 74%, quella per pulizia e giardinaggio del 40%. Un bel mistero, visti i salari in Sodexho. Nello stesso periodo la spesa per medicinali e prestazioni mediche, dove Sodexho non c’entra, è cresciuta solo dell’8%. Sodexho a parte, il Gleno è al centro di un braccio di ferro tra centro destra (che governa comune, provincia, e regione) e opposizione e sindacati. Come tutti gli ex Ipab il Gleno deve scegliere se diventare un’azienda pubblica di servizi alla persona o una fondazione aperta ai privati. Il centro destra, sindaco Veneziani in testa, è ovviamente per la seconda strada. E poiché i privati non avranno interesse a entrare in una casa di riposo in perdita, il Gleno sarà scorporato e i privati si prenderanno le attività remunerative, come la riabilitazione e la fisioterapia. A questo servono le fondazioni.