Bergamo. Come si lavora negli iper?

17/06/2002


17 giugno 2002




BERGAMO – BRESCIA


Come si lavora negli iper?
 
BERGAMO — Chi lavora in un supermercato come vive? Nei templi del consumismo pare che le cose non vadano proprio benissimo, tanto che la Filcams Cgil di Bergamo ha ritenuto opportuno promuovere una ricerca relativa alle condizioni lavorative nella grande distribuzione sul territorio orobico, un settore con forti prospettive di sviluppo nei prossimi anni. Ma è il prezzo che i lavoratori devono pagare a preoccupare non solo i sindacati, ma tutti quelli che si occupano della dignità della persona. Dopo il grido d’allarme lanciato dagli ambienti curiali locali sulla «pericolosità» delle domeniche lavorative (non tanto per una questione di assolvere o meno le funzioni religiose, ma come momento quasi «sacrale» della vita familiare) arriva quello dei sindacati. E i problemi sembrano essere in particolare legati ai riposi e alla flessibilità degli orari, alla precarietà dei contratti e alle carriere lavorative. Dieci le realtà monitorate (Auchan di Bergamo e Curno, Castorama di Curno e Seriate, Esselunga di Bergamo e Curno, Iper di Brembate, Orio al Serio e Seriate e infine Pellicano di Treviglio) con 300 questionari distribuiti al personale, esclusi dirigenti e capi reparto. In molti casi l’alta presenza di part-time e di orari continuati che permettono di avere solo mezza giornata libera, non favoriscono la possibilità per il dipendente di poter condurre altre attività come lavoro, studio e hobby. Le donne soprattutto lamentano l’inconciliabilità rispetto alle proprie esigenze familiari del turn over legato all’alta flessibilità oraria. E’ vero che ci sono delle condizioni incentivanti e dei riposi compensativi, ma la vita diventa impossibile per chi non passa più una domenica con i figli o chi deve continuamente cambiare azienda per reggere i ritmi.

N.P.