Bergamo. Chiusura Bingo, è l’ora dei sindacati

29/03/2005
    sabato 26 marzo 2005

    Chiusura Bingo, è l’ora dei sindacati

      Assemblea dei lavoratori alla Cgil.
      La società ipotizza la procedura di licenziamento

      Da via Fantoni a via Garibaldi lo spostamento è relativamente breve. Ma per i dipendenti del Bingoblu, con sede in via Fantoni, a ridosso dell’Aci, la decisione di rivolgersi alla Cgil (sede in via Garibaldi), a un mese dalla chiusura della sala giochi, è apparsa ieri mattina molto sofferta.

      Dallo scorso 24 febbraio il Bingoblu, la cui ragione sociale è Bingo Oro Srl, di via Fantoni, una delle sei sale bergamasche collegate con i Monopoli, ha chiuso i battenti. E circa 30 lavoratori sono rimasti a spasso. Sembrava una situazione momentanea, legata a «motivi tecnici», come spiegava un cartello affisso su una delle vetrine del locale. Ma così non è stato. Ieri, quindi, i dipendenti hanno deciso di incontrarsi con un rappresentante della Filcams-Cgil nella sede di via Garibaldi.

      «Abbiamo fatto un’assemblea con una ventina di dipendenti della Bingo Oro – ci ha spiegato Paolo Agliardi della Filcams – fra quelli che hanno cessato la loro attività da oltre un mese. Si tratta di una vicenda molto delicata perché i titolari sono scomparsi e i dipendenti hanno un arretrato di stipendio di gennaio e febbraio. Siamo riusciti solo a parlare con un consulente della società, il quale sostiene che attiverà la procedura di licenziamento. Abbiamo invece bisogno di chiarire bene cosa sta succedendo per richiedere la disoccupazione e per verificare cosa ha intenzione di fare la società per spettanze e liquidazione».

      «Se non avverrà in tempi brevissimi la convocazione per la procedura di licenziamento del personale – ha aggiunto Agliardi – chiederemo noi un incontro urgente all’Ufficio del lavoro».

      La decisione di sospendere l’attività ha coinvolto recentemente anche altre sale, che fanno capo ai titolari della Bingo Oro, presenti a Modena, Mantova, Cremona e Verona. I lavoratori coinvolti hanno un’età che oscilla tra i 25 e i 35 anni, quindi in grado di ricollocarsi, almeno in teoria, sul mercato del lavoro. Alcuni di loro hanno già ottenuto altre offerte di occupazione. «C’è però da dire – conclude Agliardi – che il fattore tempo non gioca a loro favore. Per lo più si tratta di lavoratori extracomunitari». «È una storia incredibile – dice Yusimi Hernandez, 29 anni, di Cuba, che lavorava nella sala – perché a metà febbraio ero a casa in malattia e non mi è stato dato lo stipendio del mese precedente né di quello in corso. Quando mi sono presentata ho trovato la sala chiusa. Una mia collega è andata in direzione piangendo perché doveva mandare 100 euro a suo figlio a Cuba: le hanno fissato un appuntamento, ma il giorno in cui doveva riscuotere ha trovato tutto sotto chiave». «Ho lavorato per questa azienda un anno e mezzo – spiega Harrach Morad, 24 anni, marocchino – e il contratto a termine mi sarebbe scaduto a novembre. La chiusura del Bingo ci è stata prospettata come temporanea. Non è stato così».

      Francesco Lamberini