Bergamo. Centro del Rondò, controllate le cooperative

24/04/2003


  giovedì 24 aprile 2003
 




Centro del Rondò, controllate le cooperative
Blitz di Questura e Inps al centro logistico appaltato dalla Rinascente: sospette irregolarità

Il Centro del Rondò, a Levate, gestito da un consorzio di cooperative (foto Bedolis)
Blitz al Centro del Rondò di Levate. All’inizio di aprile ispettori dell’Inps e agenti dell’Ufficio stranieri della Questura hanno controllato tutti i lavoratori presenti all’interno del magazzino di smistamento merci che Rinascente ha appaltato a un consorzio di cooperative.
Sulle indagini della polizia e dell’Inps vige il più stretto riserbo, ma sembra che al Centro del Rondò, dove sono occupati in media circa 200 lavoratori, la maggior parte extracomunitari, non tutto fosse in regola. In particolare gli accertamenti riguardano la presenza di presunti lavoratori in nero, di dipendenti extracomunitari con falsi permessi di soggiorno o privi di documenti regolari, di irregolarità nelle buste paga. Esistono ad esempio casi di lavoratori pagati per mesi con assegni fuori busta e con busta paga a zero ore e di straordinari pagati come diaria di trasferta nazionale.
Non solo: una delle cooperative ha presentato per i propri dipendenti un numero molto alto (oltre 40) di richieste di regolarizzazione, sulle quali sono in corso accertamenti; all’interno del magazzino sono stati denunciati in passato episodi di furti di merce (ridimensionati dopo l’installazione di telecamere a circuito chiuso); i turni estremamente flessibili richiesti a molti soci lavoratori, uniti a una gestione poco trasparente agli occhi della maggior parte dei soci stessi (da un giorno all’altro possono essere lasciati a casa per settimane intere senza percepire un euro, non conoscono i propri diritti statutari) hanno reso il clima molto pesante.
Il giorno del blitz ispettori Inps e agenti della Questura hanno lavorato per diverse ore al Centro: hanno controllato documenti, visionato carte, identificato decine di persone. Quel giorno, però, almeno una settantina di soci lavoratori erano a casa, perché la macchina principale dell’impianto di smistamento era ferma.
Dal consorzio che ha in gestione l’appalto del servizio logistico spiegano che a Levate operano tre cooperative, due delle quali controllate dal consorzio stesso e una semplicemente consorziata (vale a dire non controllata direttamente dal consorzio). «Siamo tranquilli – affermano – i controlli ai quali sottoponiamo le nostre cooperative controllate sono assolutamente rigorosi ed escludiamo che si siano potute verificare irregolarità. Per i permessi di soggiorno, ad esempio, le cooperative controllate dal consorzio non hanno presentato nessuna richiesta di regolarizzazione. Se c’è stata qualche irregolarità nei permessi di soggiorno dei soci, la cooperativa ne era all’oscuro».
L’attuale consorzio di cooperative è operativo al Centro del Rondò da quasi due anni, da quando la Filcams-Cgil organizzò una tormentata trattativa sindacale con la cooperativa che aveva in gestione il precedente appalto. Le agitazioni si protrassero da marzo a maggio del 2001: per tre giorni i soci lavoratori incrociarono le braccia, prima per richiedere maggiori garanzie occupazionali ed economiche, poi per pretendere il rispetto degli accordi presi. Accordi che il consorzio, quando subentrò nell’appalto, si impegnò a garantire. Sembrò una vittoria: in due anni, secondo il nuovo consorzio, è stata fatta «parecchia pulizia, sono stati investiti molti soldi e l’appalto funziona a dovere».
Di diverso avviso Mirco Rota, segretario Filcams-Cgil di Bergamo, che da anni segue da vicino le vicende dei lavoratori del Rondò: «La rilevanza dell’ispezione ci costringe ad aspettare i risultati delle indagini in corso – spiega Rota –. Sicuramente, anche dopo gli importanti accordi raggiunti in questi anni, oltre al riconoscimento dei principali diritti sindacali (tra cui i delegati sindacali) molti sono i problemi aperti e le difficoltà nel veder riconosciuti i basilari diritti sindacali. La Rinascente, da parte sua, che oltre conferire l’appalto alle cooperative ha l’obbligo di far applicare tutte le norme contrattuali e di legge a tale riguardo e non solo di appaltare il servizio al minor costo possibile per trarne guadagno. Più in generale le indiscrezioni uscite in questi giorni, subito dopo l’ispezione, se confermate dimostrerebbero che i fatti accaduti in questi ultimi anni non sono serviti a garantire un adeguato profilo di regolarità».
Indipendentemente dal possibile esito degli accertamenti in corso, Sergio Bonetti, segretario di Confcooperative Bergamo, fa alcune considerazioni: «La nuova legge 142 del 2001 parla molto chiaro riguardo alle tutele del socio lavoratore nelle cooperative. È importante che le aziende siano a conoscenza di queste norme e che si informino molto bene riguardo alle garanzie poste dalle singole cooperative. Riguardo a questo problema a Bergamo vogliamo costituire un osservatorio sulle cooperative al quale far partecipare Ispettorato del lavoro, Provincia, Prefettura, sindacati. L’Osservatorio permetterà di individuare le cooperative che noi chiamiamo "spurie", cioè che applicano impropriamente la cooperazione».
Paolo Doni