Bergamo. Assunte e licenziate, permesso prorogato a cinquanta badanti

20/02/2003







20 febbraio 2003 LOMBARDIA   




Bergamo, denuncia dei sindacati

Assunte e licenziate Permesso prorogato a cinquanta badanti

      BERGAMO – Regolarizzate e licenziate. Una cinquantina fra colf e badanti straniere si è rivolta alla Cgil di Bergamo per chiedere tutela a fronte di un trattamento a dir poco paradossale: prima sono state messe in regola dai rispettivi datori di lavoro, poi, a distanza di pochi giorni, sono state messe sulla strada. Per il sindacato bergamasco è uno degli effetti della legge Bossi-Fini sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. Perché la scelta di far emergere dal nero i collaboratori domestici non sarebbe dettata da uno spirito di legalità quanto dal timore di incorrere nelle pesanti sanzioni previste dalla nuova normativa emanata dal governo. Fatto il primo passo scatta il licenziamento perché a quel punto il mantenimento della colf o badante non è più sostenibile, dovendo rispettare un contratto di lavoro che prevede la tredicesima, i permessi, le ferie retribuite e la malattia. Risultato? Il lavoratore straniero si ritrova regolarizzato ma senza lavoro, cioè impossibilitato a beneficiare del permesso di soggiorno. È per questo che la Filcams-Cgil, insieme all’ufficio diritti della stessa organizzazione, ha impugnato i licenziamenti di cui è venuta a conoscenza dall’Ufficio Polifunzionale della Prefettura, lo sportello istituito per la gestione delle domande di sanatoria. Questa scappatoia consente al lavoratore straniero di avere un permesso di soggiorno provvisorio della durata di sei mesi, il periodo necessario per trovare un nuovo impiego. «In poco più di due mesi abbiamo ricevuto 50 segnalazioni – osserva Mirko Rota, della Filcams-Cgil -. È una situazione paradossale. Con il licenziamento non solo perdono l’impiego ma rischiano di essere rimandate in patria».
      Ieri alla prefettura di Milano è stato siglato un protocollo di intesa che agevola gli extracomunitari che pur avendo presentato domanda di regolarizzazione, abbiano perso il lavoro. Potranno avere il permesso di soggiorno, per la durata di un anno, presentando un nuovo datore di lavoro.
Cesare Zapperi


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