Beraldo: «Nuovo format per i magazzini Upim Così la sfida a Rinascente»

23/12/2009

MILANO — Il gruppo Coin punta ai grandi marchi del lusso, del benessere, della tecnologia, del tempo libero. Per questo sta studiando il format di un grande magazzino diverso da Coin e da Ovs Industry, di gamma molto elevata, «qualcosa di completamente nuovo per l’Italia», dice Stefano Beraldo, amministratore delegato della società veneziana. Naturalmente, avrà anche un nome nuovo.
Una sfida diretta alla Rinascente, dunque, il gruppo da cui rileverà Upim (ieri in Borsa ci sono stati realizzi, -3,6%, dopo il rialzo di giovedì, e Pai Partners ha annunciato di aver collocato il 3% di Coin presso investitori istituzionali). Ed è proprio Upim a offrire l’occasione del nuovo format. Dei suoi 135 negozi diretti ce ne sono «una decina», dice Beraldo, che per il proprio posizionamento si prestano a quella che l’amministratore delegato definisce per ora «un’idea non ancora un progetto» ma sulla quale «stiamo lavorando».
Può fare un esempio?
«Ci sono spazi come quello di Padova, proprio di fronte al nuovo negozio di Louis Vuitton, che può diventare il luogo ideale per quei brand che hanno interesse a farsi vedere in modo pieno, accessori di alta gamma, gioielli, profumeria. Anche sull’Upim di Corso Buenos Aires a Milano stiamo facendo riflessioni simili. Pensiamo a luoghi a tema o pluritema ben coordinati».
Cosa succederà agli altri Upim?
«La maggior parte saranno trasformati in Ovs e in Coin. Non abbiamo ancora i numeri, ma faremo ogni sforzo per non chiudere negozi».
Che ripercussioni ci saranno sui dipendenti?
«Non siamo in grado di valutarlo adesso. L’operazione è soggetta ad alcune condizioni, aspettiamo».
Quanto peserà questa operazione sui conti del gruppo Coin? Upim nel 2008 ha perso quasi 20 milioni di euro e porta con sé 100 milioni di debiti.
«Non credo che avrà un peso particolare. Upim non ha saputo interpretare con velocità adeguata i cambiamenti del mercato, ma è un’azienda seria, che ha investito molto nei suoi immobili. Nell’immediato per il gruppo Coin ci potrà essere un impatto su necessità di cassa, per fare qualche investimento. Ma per capire quale sarà l’evoluzione si deve guardare all’esperienza che abbiamo fatto con Melablu e Dem: un anno fa abbiamo comprato 70 negozi che oggi stanno fatturando il 70% in più e i conti del nostro gruppo stanno migliorando nell’anno più difficile di mercato. Siamo certi che i negozi che convertiremo avranno un sensibile incremento di fatturato, gli altri dovremo ristrutturarli per migliorarne performance e redditività. L’aumento di capitale è la dimostrazione che ci crediamo». Lei e un gruppo ristretto di manager, infatti, entrerete nel capitale attraverso una ricapitalizzazione da 8,5 milioni.
«Sono capitali veri, non stock option. Io personalmente investirò parecchio».
A che quota arriverà?
«Diciamo oltre il 2%. Dopo tanti anni è verosimile che io investa nell’impresa a cui dedico tutto il mio tempo».