Benzinai: il governo ci chiami o faremo altri blocchi

07/02/2007
    mercoledì 7 febbraio 2007

    Pagina 15 – Economia & lavoro

    Stop dei benzinai: il governo
    ci chiami o faremo altri blocchi

      Automobilisti in coda, sciopero fino a venerdì. Speculazione sui prezzi?

        di Marco Tedeschi/ Milano

        ALTA TENSIONE Pompe di benzina chiuse per 48 ore da ieri sera. E sale la tensione. Da una parte gli stessi benzinai, che cercano di scavalcare il ministro Bersani, si appellano direttamente a Palazzo Chigi e si dichiarano pronti a nuovi scioperi. Dall’altra i consumatori che parlano di eccessiva drammatizzazione e, soprattutto, denunciano manovre speculative sul prezzo dei carburanti prima dell’inizio della protesta. Ma andiamo con ordine.

        «Se questo sciopero non dovesse bastare al governo saremo costretti a dare seguito ad altre forme di protesta», dice Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc-Confcommercio. Intanto Faib-Aisa, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa, le altre associazioni di categoria, confermano lo sciopero di due giorni contro i provvedimenti di liberalizzazione e sottolineano il rispetto dei servizi minimi essenziali.

        La protesta si articolerà con modalità diverse ed è bene che gli automobilisti ne prendano nota. Per quel che riguarda la viabilità ordinaria la serrata si concluderà alle 7.00 di venerdì 9 febbraio, mentre sulle autostrade terminerà alle 22.00 di domani. Nel rispetto del codice di autoregolamentazione per lo sciopero nei servizi pubblici, le associazioni di categoria fanno sapere che saranno assicurati i servizi minimi e di emergenza sia sulla viabilità stradale che autostradale.

        Al centro della protesta, come noto, il provvedimento messo a punto dal ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, che, secondo i gestori, «tende ad amplificare le condizioni di favore su cui già ora può contare la grande distribuzione organizzata. «Dove hanno aperto punti vendita – sostengono Faib, Fegica e Figisc – i supermercati rivendono la benzina acquistata dalle compagnie petrolifere con oltre 150 euro ogni mille litri di sconto rispetto al prezzo raccomandato, mentre ai gestori ne sono riservati solo 35».

        Di tutt’altra opinione le associazioni dei consumatori che spiegano che la benzina costerebbe di meno introducendo più liberalizzazione nella rete. «Non si tratta di uno sciopero, quello indetto dai gestori delle pompe di benzina, ma di una serrata vera e propria, che non solo non condividiamo, ma riteniamo sia una drammatizzazione eccessiva che comporterà forti disagi ai cittadini» – afferma il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. «Quello che si prospetta nel nostro paese è un processo di innovazione già sperimentato in tutti i paesi europei, soprattutto in Francia e in Germania».

        Ma i consumatori denunciano anche «speculazioni» sui prezzi poco prima dello sciopero dei benzinai. Il Codacons, in particolare, riferisce delle segnalazioni fatte da molti cittadini e chiede l’intervento della Guardia di Finanza. «Abbiamo ricevuto oggi diverse segnalazioni da parte di automobilisti che, prima dello sciopero dei benzinai, hanno fatto nelle ultime ore rifornimento di carburante, riscontrando stranezze legate ai prezzi».