Benzinai chiusi per due giorni

05/02/2007
    lunedì 5 febbraio 2007

    Pagina 26- Economia

    CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEL SETTORE

    Benzinai chiusi per due giorni

      LUIGI GRASSIA

      TORINO
      I benzinai sfidano la liberalizzazione del loro settore con uno sciopero nazionale su più giorni (bloccati anche gli apparecchi self-service) destinato a provocare disagi pesantissimi agli automobilisti. Le stazioni di servizio chiudono domani sera alle 19 per riaprire soltanto alle ore 7 di venerdì sulle strade ordinarie, mentre sulle autostrade il problema sarà un po’ più circoscritto, visto che i distributori chiuderanno appena più tardi (dalle ore 22 di domani) per riaprire alle 22 di giovedì – ventiquattro ore esatte. Attenzione a chi si muove in auto in Sicilia, perché qui c’è un anticipo di un giorno: le stazioni di servizio smettono di lavorare già da oggi alle 19.

      È evidente che i problemi potranno presentarsi già prima, in tutta Italia, perché la corsa all’accaparramento di benzina e gasolio rischia di provocare lunghe code e svuotare i serbatoi dei gestori.

      E questo è solo l’inizio perché i sindacati Faib/Aisa, Fegica e Figisc/Anisa hanno deciso di fare ben 14 giorni di sciopero nazionale.

      Il decreto Bersani elimina il limite della distanza minima fra un distributore e l’altro, abolendo al contempo qualunque altro parametro numerico limitativo; lo scopo non è di aumentare il numero delle stazioni di servizio tradizionali (che anzi sono già troppe) ma di aprire la porta ai distributori di benzina nelle aree dei supermercati e con i marchi della grande distribuzione, che potranno vendere i carburanti a qualche centesimo in meno al litro, come succede in alcuni Paesi europei. I benzinai dicono che il decreto è «un atto di pura demagogia» che «ingannando i cittadini» ha l’obiettivo «di favorire la potente lobby della grande distribuzione organizzata, ai danni della nostra categoria»; considerano solo un contentino la norma del decreto che permette loro di vendere altri prodotti nelle loro stazioni, e protestano perché Bersani (a loro dire) si è rifiutato di ascoltarli. Le organizzazioni dei consumatori stanno col governo e lo invitano a non cedere: secondo il Codacons quella dei gestori è «una protesta illegale» che deve essere «contrastata con ogni mezzo possibile». Il Codacons ammonisce: «I benzinai che aderiranno alla protesta rischiano grosso. Noi presenteremo una raffica di denunce dinanzi alle procure di tutta Italia contro i gestori che chiuderanno i battenti, chiedendo di procedere per interruzione di pubblico servizio, e sin d’ora invitiamo la Commissione di Garanzia sugli scioperi ad attivarsi per vietare tale serrata».