Benzina e gdo, verso proroga

16/11/2005
    mercoledì 16 novembre 2005

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    Benzina e gdo, verso proroga

      L’Italia chiede all’Ue 60 giorni per rispondere sulla scarsa liberalizzazione. La questione compete alla conferenza stato-regioni

        di Antonio Ranalli

          L’Italia ha chiesto all’Unione europea più tempo per poter rispondere all’indagine avviata nei suoi confronti sulla scarsa liberalizzazione della distribuzione dei carburanti. Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario alle attività produttive Mario Valducci, in occasione della tavola rotonda ´La distribuzione carburanti: il modello italiano’, promossa da Anisa Confcommercio. Nei giorni scorsi il commissario al mercato interno Charles McCreevy, dopo una serie di denunce da parte di alcuni operatori della grande distribuzione, ha inviato al ministero degli esteri una lettera con cui annunciava l’avvio della procedura di infrazione per i presunti ostacoli all’ingresso di operatori della gdo nella vendita dei carburanti. Bruxelles attende una risposta entro il 20 dicembre. Ma l’Italia chiederà una proroga di 60 giorni visto che, come ha spiegato Valducci, la questione deve essere affrontata dalla Conferenza stato-regioni ´perché il commercio è di competenza delle regioni. Il sistema italiano ha le sue regole, ma è aperto e concorrenziale. Non credo ci siano i termini per l’infrazione anche se il sistema è migliorabile’.

          Per i rappresentanti della grande distribuzione l’intervento dell’Ue ne segue uno dello scorso anno dell’Antitrust, che rilevava la presenza di norme che impediscono agli ipermercati di aprire pompe di benzina con il proprio marchio. ´Ci sono ostacoli’, ha spiegato il direttore generale di Federdistribuzione, Massimo Viviani, ´relativi alla disciplina degli orari, distanze e procedure amministrative. In Francia il 35% delle pompe è nei centri commerciali. In Italia, invece, sono stati aperti solo sei impianti dalla Gdo con marchio proprio. In questo modo i consumatori potrebbero risparmiare tra i 5 e i 10 centesimi al litro’. La Figisc-Anisa Confcommercio ha voluto rimarcare la validità del sistema distributivo italiano. ´Il dibattito sulla rete di distribuzione italiana dei carburanti’, ha affermato il presidente Figisc-Anisa Confcommercio, Luca Squeri, ´è spesso sbilanciato a favore altri modelli, come quello francese, che non sono in realtà così appetibili come vengono presentati. Il modello italiano è sicuramente da migliorare attraverso interventi di carattere strutturale e con un incremento della presenza dell’attività non oil’. In questo modo si potrebbe beneficiare di impianti capillari (uno ogni 13,4 km2), maggiori sconti (tra i 0,021 e i 0,060 euro), maggiori servizi e oltre 70 mila addetti. ´Per quanto riguarda noi produttori’, ha affermato il presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, ´non siamo per nulla preoccupati per l’iniziativa della Gdo, a patto che si rispettino le regole. Voglio ricordare che in Italia, su 400 grandi centri commerciali, 80 hanno impianti di distribuzione. Solo che la gdo ha preferito affidarli alle compagnie petrolifere che li hanno gestiti come gli altri impianti’. Ieri è stata presentata anche la campagna con cui la distribuzione intende informare i consumatori sulla ripartizione dei soldi che vengono spesi nell’acquisto di carburante. (riproduzione riservata)