Benzina: distributori in sciopero

21/10/2005
    venerdì 21 ottobre 2005

    Pagina 7- PrimoPiano

    LE BARRIERE ALLA CONCORRENZA

      Benzina

        I distributori in sciopero
        contro il taglio dei prezzi

        Serrata dei benzinai: no ai punti vendita nei supermercati

          Luigi Grassia

          I benzinai annunciano uno sciopero (o serrata) per il 16 e il 17 novembre contro il governo che – temono – sta per autorizzare i supermercati e gli ipermercati a vendere la benzina e il gasolio in proprie stazioni di servizio. Il pieno al supermarket si fa già in molti Paesi europei, prima tra tutti la Francia, dove i prezzi di benzina e gasolio sono più bassi dei nostri anche grazie alla possibilità per la grande distribuzione di far pagare 9 o 10 centesimi in meno al litro, così da attirare i clienti. In Italia i gestori tradizionali temono la concorrenza e protestano. Ieri sera il ministero delle Attività produttive smentiva: «Non c’è allo studio alcun provvedimento del genere», ma i benzinai confermavano lo sciopero: «Il provvedimento esiste: l’abbiamo visto», diceva il responsabile della Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, «e l’agitazione è confermata».

          Oltre che da Fenica Cisl lo sciopero viene indetto dalle sigle Faib-Aisa Confesercenti e Figisc-Anisa Confcommercio, mentre è bollato come «semplicemente vergognoso» dall’Intesa dei consumatori, che punta il dito contro la «solita lobby che si scatena in modo furioso non appena qualcuno tenta di aumentare la concorrenza nel settore dei carburanti con misure che porterebbero risparmi non indifferenti sui costi del pieno».

          Qualche mese fa Auchan, il colosso commerciale francese presente anche in Italia, aveva stimato in 10 centesimi al litro lo sconto che potrebbe fare ai consumatori se le fosse consentito di vendere anche la benzina e il gasolio. E ieri la Coop, pur non facendo previsioni sulle cifre, assicurava che l’apertura alla grande distribuzione «porterebbe un effetto di calmieramento dei prezzi».

          I benzinai invece, in una nota congiunta delle loro organizzazioni, lamentano che il governo sta confezionando «un regalo alla grande distribuzione, smaccatamente finalizzato a favorire gli interessi di questi operatori attraverso l’introduzione di norme ad hoc, che consentano di fare assumere alle grandi catene di supermercati una posizione di privilegio rispetto a tutti gli altri concorrenti del mercato della distribuzione carburanti». La nota rivendica ai gestori il merito di garantire «in maniera capillare il servizio e il presidio del territorio, anche nelle sue zone più disagiate» e chiedono un incontro urgente con il ministro delle Attività produttive Scajola e con il premier Berlusconi.

          Il provvedimento consentirebbe il rilascio delle licenze di distribuzione dei carburanti nelle aree di parcheggio di supermercati e ipermercati; pare che la Commissione Scajola chiamata a esaminare il problema del caro-pieno sia giunta alla conclusione che una tale mossa sarebbe fra le più utili. È probabile che si proceda anche sulla via di una maggiore flessibilità dei turni e degli orari di apertura. Anche l’Antitrust valuta in 5 centesimi al litro il sovrapprezzo che gli automobilisti italiani pagano per ogni litro di benzina e gasolio a causa dell’attuale inadeguatezza del sistema distributivo.

          Uno dei problemi è che ci sono troppi impianti e questo ne riduce l’erogazione media e costringe a tenere alto il prezzo per remunerare tutti. Dalla metà degli Anni 90 la rete è stata in parte ristrutturata e ridotta, ma i numeri sono ancora molto lontani dagli standard europei.

          Secondo gli ultimi dati dell’Up, l’Italia conta ancora il maggior numero di punti vendita (22.450 contro i 15 mila tedeschi, i 14 mila francesi e i 10 mila inglesi). Di conseguenza, il cosiddetto «erogato medio» per ogni distributore ammonta a soli 1.600 metri cubi l’anno in Italia tra gasolio e benzina contro i 3.100 della Germania, i 3 mila della Francia e i 3.500 del Regno Unito. Bassissima da noi anche la percentuale di self-service, che permettono di tagliare il costo del lavoro ma in Italia è pari al solo 18% del totale delle stazioni di servizio contro il 99% in Francia, il 97% in Germania e il 96% in Gran Bretagna. Il risultato appare chiaro ogni volta che paghiamo al distributore.