Benvenuti nella casa del grande… MercatoneUno

06/02/2003




 
CRONACA RIMINI
 
Data pubblicazione:06-02-2003

Benvenuti nella casa del grande… MercatoneUno

RIMINI – Telecamere per la sicurezza interna, oppure occhi indiscreti per spiare i propri dipendenti? La questione è fondamentale e la Filcams-Cgil è preoccupata che i punti vendita della MercatoneUno possano diventare quello che Orwell nel suo romanzo "Il Grande Fratello" indicava come il più spietato dei regimi totalitari. La diatriba è cominciata circa un anno fa, ma ormai ha raggiunto dimensioni nazionali. Tanto che il sindacato ha chiesto chiarimenti al ministero del Lavoro e oggi l’onorevole Mauro Bulgarelli presenterà un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Il problema sollevato è quello della violazione della norma che prevede che, nel caso in cui ci siano videocamere interne, il loro contenuto venga visionato solo alla presenza di un rappresentante sindacale. Ma per la MercatoneUno sembra che tutto ciò sia impossibile. Le videocassette, infatti, vengono inviate a Imola in via Molino Rosso 3/c. Qui ha sede la MercatoneUno Services spa, che controlla una cinquantina di società in forma srl che a loro volta gestiscono gli 80 punti vendita. Quando i sindacati locali vanno a chiedere che venga rispettata la norma, gli viene risposto che le aziende locali non hanno le videocassette. Ma la MercatoneUno spa risponde che non ha nulla a che fare con le srl che sono indipendenti. Di fatto sembra un gioco di specchi che non permette ai sindacati di capire per cosa vengono utilizzate le videocamere. A questo punto il sindacato ha provato a chiedere al ministero del Lavoro se è possibile ottenere un’autorizzazione a livello nazionale che permetta di aggirare l’ostacolo e risalire la "filiera" delle immagini. Ma la domanda del sindacato riceve risposte diverse da tre divisioni del ministero del Lavoro. Per questo la Filcams ha deciso di vederci chiaro e ha chiesto che i tre soggetti si mettano d’accordo in un incontro