Benvenuti al centro commerciale super-abusivo (e in odor di mafia)

10/05/2004

          sabato 8 maggio 2004
          Agrigento, 36mila metri quadri appaltati senza bando. Legambiente: operazione completamente illegale.
          Il centrodestra mobilita il clero
          Benvenuti al centro commerciale super-abusivo (e in odor di mafia)
          Giuseppe Caruso
          AGRIGENTO Un grande centro commerciale abusivo, un assessore discusso e dai discussi interessi, un vescovo che si schiera a favore dell’illegalità in nome dei posti lavoro. Questi sono gli ingredienti dell’ultimo grande pasticcio siciliano, ambientato ad Agrigento, la capitale dell’abusivismo
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          La vicenda ruota tutta attorno ad un grande centro commerciale di ben 36.000 metri quadrati da costruirsi a Monserrato-Villaseta, zona degradata ad alta densità mafiosa alle porte della città, per un piano di riqualificazione. Il comune di Agrigento assegna, senza alcun bando di concorso, alla Ecoter del potente imprenditore Gaetano Scifo il compito di costruire il centro. La decisione viene immediatamente contestata da Legambiente, capeggiata dall’avvocato Giuseppe Arnone, che accusa apertamente di illegalità sia il progetto del centro commerciale, perché in contrasto con la normativa in materia, sia le concessioni ottenute da Gaetano Scifo. A rafforzare la posizione di Arnone e Legambiente arriva la squadra mobile di Agrigento che, in collaborazione con la Direzione investigativa antimafia di Palermo, fa scattare le manette nell’ambito dell’operazione «Alta mafia» per 42 persone, tra cui Vincenzo Lo Giudice, consigliere regionale, e Calogero Russello.

          Dall’ordine di custodia cautelare emerge come Russello sia un affiliato a Cosa Nostra e sia anche il personaggio centrale delle concessioni per il centro commerciale, perché garante del pagamento delle tangenti e della regolarità delle spartizioni. Un ruolo che per Russello non è nuovo, visto che dalle intercettazioni telefoniche emerge come fosse anche il pagatore delle tangenti per «Hamel ed i sodani». Con questa espressione Russello si riferiva a Piero Hamel, assessore ai lavori pubblici dal ‘93 al 2000 condannato complessivamente a 5 anni di reclu sione ed arrestato due volte, ed agli uomini di Calogero Sodano, ex sindaco di Agrigento ed oggi senatore nelle file dell’Udc, condannato a 18 mesi di reclusione per collusione con l’abusivismo edilizio.

          Calogero Russello ha anche un nipote, Salvatore Falzone, assessore agli affari legali per il comune di Agrigento. Falzone alla fine del 2003 era andato a presiedere la Commissione Edilizia del comune di Agrigento affinché questa respingesse le diffide presentate dall’avvocato Giuseppe Arnone per conto di Legambiente, in cui si chiedeva di annullare immediatamente le delibere per la costruzione del centro commerciale.

          L’avvocato Arnone presenta nel gennaio di questo anno un esposto alla Procura della Repubblica in cui denuncia l’illegalità dell’operazione che la giunta vuole portare a compimento. Per tutta risposta il centro-destra cittadino mobilità il clero. L’arcivescovo Carmelo Ferraro scende in campo a difesa del centro commerciale e specifica che «chi si oppone è portatore di interessi occulti che il buon Gesù provvederà a disvelare».

          Intanto l’onnipresente Salvatore Falzone chiede ed ottiene dalla giunta municipale, poco prima degli arresti nell’operazione «Alta Mafia», l’approvazione della delibera «Ecoter 2», la continuazione di «Ecoter 1», con cui si era data l’autorizzazione alla costruzione del grande centro commerciale. Poi scattano le manette e si capisce che gli interessi occulti non erano quelli di Arnone e Legambiente, ma quelli di Scifo, Russello, Falzone e di chi appoggiava il progetto.

            Tutto finito? Per niente. L’arcivescovo Ferraro torna alla carica ed il 9 aprile, durante l’omelia del venerdì santo, con una invasione di campo torna a sollecitare l’esame, da parte del comune di Agrigento, della pratica del centro commerciale. I 300-400 posti di lavoro previsti per quel progetto valgono più di tutto, non importa se dietro c’è la mafia. In più, però, si viene a sapere che nella nuova delibera presentata il 2 aprile per far nascere il centro commerciale, era stato previsto anche un finanziamento per lavori ristrutturazione in due chiese della zona di Villaseta-Monserrato. Purtroppo per l’arcivescovo Ferraro la nuova delibera, dopo gli arresti, viene dichiarata nulla. Mentre l’opposizione del comune di Agrigento chiede chiarimenti sul ruolo e le parentele dell’assessore Salvatore Falzone ed un ispezione prefettizia regionale in relazione alle concessioni edilizie per il centro commerciale. La brutta storia potrebbe riservare ancora sorprese.