Benevento fischi per Maroni

11/07/2002

In piazza anche i lavoratori del Mc Donald’s licenziati
Benevento fischi per Maroni
Beatrice Macchia
Cgil, Rifondazione, Rete No Global, Social Forum "accolgono" il ministro: «Ci opponiamo a chi mette in discussione le conquiste sociali»
Benevento – nostro servizio
Erano alcune centinaia, almeno in 400 secondo le stime della Cgil, ieri nei pressi dell’Auditorium di Via Calandra, ad attendere l’arrivo del ministro Maroni. Cgil, lavoratori del Mc Donald’s, Rifondazione comunista, Giovani comunisti, Rete No Global, rappresentanti del Sannio Social Forum, Disobbedienti si sono mobilitati per costituire il "Comitato di accoglienza" per il ministro che doveva presiedere la Conferenza Nazionale su "Analisi, Interazione, Sviluppo".

Era dal 27 aprile scorso che un esponente del governo non metteva piede in città. Quel giorno la contestazione toccò a Pasquale Viespoli, ex sindaco di Benevento, oggi Sottosegretario al Welfare, che inaugurò la ristrutturazione della Piazza intitolata a Giacomo Matteotti e che secondo i programmi dovrà cambiare nome.

Nonostante la massicia presenza di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, la contestazione è scattata alle 13,00, all’arrivo delle auto blu del Ministro Maroni. Slogans, bandiere rosse, fischi hanno accolto gli invitati alla kermesse governativa. «Hanno il coraggio di fare le passerelle pubblicitarie in una terra martoriata da politiche portatrici di precarietà e disoccupazione», dichiara Francesco Caruso della Rete No Global, mentre tante persone si univano individualmente al gruppo che assediava i lavori della conferenza. Gianluca Serafini, del Coordinamento Nazionale dei Giovani comunisti, aggiunge: «Abbiamo scelto ancora una volta la forma dell’assedio per opporci a chi ogni giorno mette in discussione le conquiste sociali e la vita delle persone. Maroni sappia che non ci sarà tregua».

Evidentemente non era proprio questo il clima che si aspettavano Maroni e i suoi in una città che da anni vede l’affermazione delle destre al governo. Una città in cui il disfacimento del tessuto produttivo è sotto gli occhi di tutti, una terra che rischia di diventare sempre di più terra di conquista di aziende che seguono la logica del "prendi i soldi e scappa", come testimoniano i lavoratori del Mc Donald’s che da due giorni sono in mezzo ad una strada.

L’assedio rumoroso è durato fino alle 15 quando il gruppo dei contestatori, dopo una veloce assemblea all’aperto, ha raggiunto le proprie sedi per decidere il programma dei prossimi giorni. Si prevede un’estate calda in una terra in cui il conflitto sta riprendendo il tempo perduto ed in cui le destre devono fare i conti con lo sdegno di chi per anni ha vissuto il peso del malgoverno e del clientelismo.