Benetton verso l’uscita da Autogrill

22/01/2004


22 Gennaio 2004

Benetton verso l’uscita da Autogrill
Goldman Sachs studia il dossier per cedere il 6-7 per cento
MILANO
Si stringono i tempi per la cessione «graduale» di Autogrill. Fonti finanziarie, citate dall’agenzia di stampa Apcom, riportano la possibilità che Edizione Holding, cassaforte della famiglia Benetton, avrebbe affidato il mandato a Goldman Sachs per il collocamento di una quota del gruppo di ristorazione (non superiore al 6-7%), ma anche della controllante «Ragione».
Si tratterebbe, ormai nelle sale operative milanesi è più di un’indiscrezione, di un’operazione a vasto raggio che prevede una cessione più ampia delle quote, se non dell’intera partecipazione nella società. Il dossier sarebbe però anche sul tavolo di altri advisor che avrebbero già individuato un possibile compratore in un fondo d’investimento straniero «già protagonista di altre operazioni in Italia».
Autogrill è controllata al 56,7% dalla finanziaria «Ragione» della famiglia Benetton, e ha nel Gruppo Generali l’altro azionista rilevante (2,01%).
All’origine della decisione di alleggerire la posizione nel capitale ci sarebbe la volontà della famiglia Benetton di mantenere un forte presidio nella vecchia area del core business, e cioè il settore tessile e dell’abbigliamento, riequilibrando le aree di diversificazione che negli ultimi anni avevano portato il gruppo di Treviso a essere presente nel settore della telefonia, con un cosistente presidio a fianco di Marco Tronchetti Provera in Olimpia (16,8%), la holding che ha la quota di riferimento di Telecom Italia; ma anche in Autostrade, di cui la società Schemaventotto possiede il 62,15% (altri azionisti: Popolare di Milano con l’8,09%; Jp Morgan con il 3,49%; e Deutsche Bank con il 3,3%).
Un altro motivo, come spiegano le fonti, va anche rintracciato nella necessità di garantire il rispetto delle quote Antitrust: la presenza contemporanea nei capitali di Autogrill e Autostrade è considerata infatti un elemento «molto sensibile» e fonte di continua attenzione e in passato non sono mancati chiari inviti ad alleggerire la posizione anche in vista dell’assegnazione di nuove concessioni.
Ieri il titolo è andato sotto anche di quasi due punti percentuali a fronte di un listino milanese pressoché in calma piatta. Le indiscrezioni sull’operazione Autostrade comunque non avrebbero influito sui corsi di Borsa. Nelle sale operative, per spiegare il ribasso delle azioni, si è tornato a parlare ancora dell’emissione di un bond convertibile, peraltro più volte smentita dalla società. La maggior parte degli oeratori, tuttavia, lega la debolezza del titolo alle prime ipotesi circa l’uscita di Autogrill dal Mib30 in occasione della prossima revisione del paniere di marzo. Secondo alcuni analisti i titoli Autogrill, entrati nel paniere al posto di Parmalat lo scorso 23 dicembre, potrebbero lasciare il posto a Pirelli.