Benetton: I pattini frenano ma il tessile salva l’utile

14/05/2002
          Speciale assemblee

          Benetton
          I pattini frenano ma il tessile salva l’utile

          (NOSTRO SERVIZIO)
          MILANO. Il ridimensionamento
          del mercato dei pattini
          in linea rallenta la redditività
          operativa del gruppo Benetton,
          mentre il giro d’affari
          continua a crescere spinto
          dall’abbigliamento. Il gruppo
          veneto chiude il 2001
          con un utile netto in calo a
          148 milioni, risultato non direttamente
          raffrontabile con
          i 243 milioni di utile registrati
          nell’esercizio precedente,
          fortemente influenzato dalle
          plusvalenze realizzate con la
          cessione delle attività di Formula 1.
          In termini omogenei,
          precisa la nota della società,
          l’utile netto normalizzato
          risulta diminuito del6,5%.
          Agli azionisti verrà
          proposto un dividendo di
          0,41 euro per azione (-11%
          a valori riparametrati dopo il
          raggruppamento azionario
          del 2001).
          La strategia.
          Benetton Group è impegnato nello
          sviluppo del casual, attraverso
          il potenziamento e la riqualificazione
          della rete di vendita.
          Il programma di apertura di nuovi
          megastore è stato accelerato nel 2001
          superando l’obiettivo di
          100 megastore aperti nelle
          principali città del mondo
          (di cui una parte a gestione
          diretta), che era previsto nel
          2002. Il progetto proseguirà
          in questa direzione a ritmo
          sostenuto anche nei prossimi
          anni, affiancato dalla ridefinizione
          della rete commerciale,
          verso l’ampliamento
          della superficie medie
          dei punti vendita. Questa
          soluzione risponde al
          cambiamento del mercato e
          alle esigenze di presentazione
          delle collezioni. La gamma
          prodotti è stata integrata
          con l’inserimento del nuovo
          marchio di tendenza rivolto
          ai teen-ager The Hip Site,
          che propone una collezione
          completa di abbigliamento,
          accessori e cosmetici. Per
          quanto riguarda i marchi
          United Colors of Benetton e
          Sysley sono state arricchite
          le collezioni maschili e riorganizzata
          la proposta per l’abbigliamento bambino.
          Nel settore sportivo la strategia
          commerciale prosegue
          con l’apertura di nuovi negozi
          Playlife soprattutto in
          Europa, che da 160 raggiunti
          a fine 2001 dovrebbero
          salire a 200 nel 2002, e con
          il rafforzamento della presenza
          nei negozi specializzati
          con la proposta di collezioni
          complete. Ma la sfida
          maggiore che Benetton sta
          affrontando nel settore sportivo
          riguarda il programma
          di ristrutturazione per rispondere
          efficacemente ai
          mutamenti del mercato, e riportare
          i risultati economici
          della divisione in positivo,
          riducendo i costi e migliorando
          il mix dell’offerta prodotti,
          mantenendo alta l’attenzione
          allo sviluppo tecnologico.
          I fondamentali.
          La gestione 2001 evidenzia una crescita
          del 4% del fatturato a
          circa 2,1 miliardi, trainata
          dall’abbigliamento (+9,5% a
          1,6 miliardi), con una redditività
          operativa in rallentamento
          (Ros sceso al 13,6% dei
          ricavi, rispetto al 15% del
          2000). La flessione reddituale
          è riconducibile soprattutto
          al drenaggio di risorse del
          settore sportivo, che
          nell’esercizio ha evidenziato
          un peggioramento del deficit
          operativo (raddoppiato a
          48 milioni) a fronte di una
          flessione del 17,8% delle
          vendite. I problemi derivano
          in particolare dalla contrazione
          del mercato dei pattini in
          linea: questo segmento ha
          dovuto fare i conti con l’eccesso
          di capacità produttiva
          e di scorte venutasi a creare
          in seguito al forte calo delle
          vendite, che ha poi inasprito
          la concorrenza sul fronte dei
          prezzi.
          Anche il settore casual
          evidenzia una sensibile erosione
          della marginalità operativa
          (il Ros è passato dal
          22 al 20%) legata sostanzialmente
          alla spinta nel programma
          di espansione della
          rete commerciale, che se da
          un lato ha contribuito all’incremento
          delle vendite,
          dall’altro ha comportato
          maggiori costi a cui non corrispondono
          ancora volumi
          di vendite adeguati, per la
          fase di start-up dei nuovi negozi.
          Nell’esercizio le spese
          generali e di struttura del
          gruppo, sono infatti aumentate
          di circa 60milioni di euro
          rispetto al 2000, principalmente
          per lo sviluppo immobiliare
          e l’attività di gestione
          diretta dei negozi. Si alleggerisce
          il peso della gestione
          finanziaria (-22% a circa 33
          milioni), grazie all’apporto
          positivo per 7 milioni della
          gestione cambi (era negativo
          per 14 milioni nel 2000)
          che ha neutralizzato l’aumento
          degli oneri netti.
          Il saldo negativo della gestione
          straordinaria e l’incidenza
          fiscale (normalizzata
          al 38%, dal 29% del 2000)
          attestano il risultato netto a
          148,1 milioni, rispetto ai
          243,3 milioni di euro del
          2000 che recepiva il forte
          contributo delle plusvalenze
          realizzate con la cessione
          del team di F1. A livello
          patrimoniale, il gruppo registra
          un indebitamento finanziario
          netto aumentato di circa
          100 milioni rispetto al
          2000, che tiene conto degli
          investimenti sostenuti per
          complessivi 311 milioni di
          euro, indirizzati principalmente
          alla rete commerciale
          (220 milioni di euro per l’acquisizione
          di immobili e
          l’ammodernamento dei negozi).
          Il debt/equity, pur in leggera
          salita da 0,45 a 0,51, si
          mantiene su un livello del
          tutto compatibile.

          ROSANNA MONTICELLI