“Benetton” Ecco la mappa dell’impero

09/10/2006
    luned� 9 ottobre 2006

      Pagina 9 – Economia

      Benetton
      Caselli, panini, telefoni e 12 miliardi di debiti: ecco la mappa dell’impero

        Il gruppo di Ponzano Veneto possiede partecipazioni azionarie per 1.500 milioni di euro. La fusione tra Autostrade e Abertis ancora in alto mare

          di Roberto Rossi / Roma

          I maglioni e la lana ormai sono il secondo piatto. Il cuore dell’impero finanziario ed economico della famiglia Benetton � altrove. � nelle autostrade, nella ristorazione, negli aeroporti, nelle partecipazioni finanziarie.

          Per capire come il modello Benetton si sia evoluto negli ultimi anni occorre fare una mappa veloce del loro impero. Quando si parla di “famiglia” Benetton bisogna tenere a mente che il nucleo � composto, principalmente, da quattro fratelli: Luciano, Carlo, Gilberto e Giuliana.

          Da loro parte la catena di controllo. Ognuno dei fratelli detiene il 25% di Ragione Sapa, la cassaforte del gruppo. Questa controlla (con il 100%) Edizione Holding, societ� dalla quale (almeno fino al prossimo gennaio quando scatter� una vasta riorganizzazione societaria) � riconducibile tutto l’impero economico dei fratelli Benetton. A partire dall’abbigliamento, il fulcro originario, raccolto sotto il nome Benetton Group (che detiene i marchi United Colors, Playlife, Sisley, Killer Loop) e che Edizione Holding controlla con il 67,1%.

          Quanto vale? Nel 2006 Benetton Group, stando alle stime degli analisti, chiuder� con ricavi vicini a 1,6 miliardi di euro e con utili netti prossimi ai 130 milioni di euro. Tanto, ma non molto se paragonato agli utili che Schema28 (controllata da Edizione Holding attraverso Edizione Finance) ha garantito nel 2005 (555 milioni con la sola partecipazione in Autostrade) e con il valore delle partecipazioni azionarie (1,58 miliardi di euro). Tra le quali il 4,6% in Pirelli, il 5% in Rcs (societ� che edita il Corriere della Sera), il 2% in Banca Leonardo, il 20% in Gemina (attraverso la societ� Investimenti e Strutture), il 7,8% di Olimpia la societ� che controlla con il 18% Telecom, unico punto dolente (l’investimento � stato svalutato varie volte) dell’impero della famiglia di Ponzano Veneto.

          A dir la verit� non il solo. La famiglia – che possiede anche Autogrill, Grandi Stazioni Spa (societ� detenuta al 40%, tramite la societ� Eurostazioni, assieme a partner come Pirelli, Gruppo Caltagirone e le Ferrovie francesi), Sagat spa (che gestisce l’aeroporto di Caselle), e propriet� immobiliari come Maccarese Spa o Cia de Tierras Sud Argentina Sa – di problema ne ha un altro.

          Da mesi sta tentando di portare a termine la fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis che permetterebbe alla famiglia di svincolarsi, guadagnandoci, dal settore. Il progetto � per� osteggiato dal governo che in Finanziaria ha fissato al 5% il tetto per i diritti di voto dei soci costruttori di concessionarie (presenti nell’azionariato di Abertis). Una norma che ha acceso uno scontro istituzionale. Da una parte il ministro delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, per la quale la Ue ritiene la norma contraria al diritto comunitario, dall’altra il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che difende la scelta. Aggiungendo: �Temo che su Autostrade Bruxelles prender� delle decisioni sbagliate� sulla base di �un’informazione fornita in modo errato, dovuta a un corto circuito nella comunicazione istituzionale di chi va a fare il difensore del nostro Paese su una questione specifica in cui non crede�.

          E in attesa che la materia si chiarisca e chi faccia luce sulla fusione c’� un ultima cosa da ricordare sul gruppo Benetton. L’indebitamento. 12 miliardi di euro.