Benetton 2- La debolezza del dollaro tira il freno di Autogrill

27/02/2003

          PLUS Sabato 22 febbraio 2003

          LA SVOLTA DEI BENETTON /2
          Autogrill oggi è presente in 74 aeroporti americani, in 87 in tutto il mondoA SVO
          La debolezza del dollaro
          tira il freno di Autogrill
          Una volta c’erano anche i «panettoni di Stato» (Motta, Alemagna & Pavesi) nel polo alimentare Sme (ex Iri). Oggi Autogrill, costola della Sme, ha ristoranti in tutto il mondo. Così, nonostante le voci, difficilmente i Benetton
          se ne libereranno. In questi giorni convulsi dell’Opa Autostrade, sul mercato si è affacciata l’idea di una vendita, totale o parziale, della società.
          Ci sono invece due validi motivi perchè, per ora, la ristorazione rimanga dov’è, nelle mani di Ponzano Veneto. Il primo è che Schema28 non verrà consolidata in Edizione Holding, che detiene il 56,7% di Autogrill, e quindi non ci sarà uno stress finanziario tale da richiedere cessioni. Il secondo è che,
          accanto a Benetton Group, la società genera molta cassa: 150 milioni di euro, destinati a crescere nei prossimi anni.
          Più che Schema 28, invece, l’unico vero nemico di Autogrill è l’euro. Perchè oggi ormai il 60% del fatturato della società viene dalla controllata americana HmsHost. Nel comparto della ristorazione, nota Goldman Sachs, Autogrill è la
          società europea più esposta verso gli Usa (52% contro il 49% di Sodexho e il 35% di Compass).
          Gli Usa sono dunque croce e delizia. La debolezza del dollaro ha eroso i margini, portandosi via una parte di introti e cash flow. Escludendo
          l’effetto del biglietto verde, i ricavi 2002, attestati a 3,3 miliardi di euro, sarebbero saliti del 4,2% contro l’1,6% reale. A livello di Mol Autogrill potrebbe non centrare le stime: dopo i 381 milioni del 2001, quest’anno il Mol dovrebbe salire, secondo gli analisti, a 408 milioni, un po’ meno delle revisioni
          (412 milioni), ma l’utile, dopo lo scivolone dell’anno scorso (-13 milioni), è previsto in nero per 20 milioni. Mentre in Italia Autogrill domina la ristorazione
          nelle piazzole di sosta delle Autostrade, in America l’ad Livio Buttignol ha puntato con decisione sugli aeroporti, arrivando a essere presente in 74 scali. In Italia ormai Autogrill non può crescere di più: non solo perchè ormai
          possiede ristoranti nella stragrande maggioranza dei punti della rete stradale, ma anche perchè gli unici tentativi di espansione possibili, vale a dire l’acquisizione della concorrente Ristop, sono stati bloccati dall’Antitrust.
          Con grande coraggio, invece, la società, dopo l’11 settembre è rimasta
          sul mercato americano, nonostante il crollo dei passeggeri abbia pesato fortemente sui conti. Ma mentre molti sono stati costretti ad abbandonare
          alcune licenze, come gli inglesi di Compass, Autogrill ha avuto, nota Stefano Lustig di Euromobiliare, «un grande ritorno di immagine e ora ha
          una posizione di forte vantaggio».
          E il 2002 si chiuderà comunque con un risultato positivo, soprattutto in un anno in cui il traffico aereo in America è sceso del 5%, grazie «ottimo
          management e alla capacità di controllo dei costi» notano in Euromobiliare.
          A una situazione patrimoniale solida fa da pendant una valutazione
          eccessivamente bassa sul mercato, appena 2 miliardi di euro: in base al consensus degli analisti varrebbe invece quasi il doppio. Il fair value
          del titolo è fissato intorno ai 13 euro, contro gli 8 delle attuali quotazioni. «Oggi Autogrill — nota Lustig —sconta una serie di fattori negativi, come la guerra, perchè viene percepita come un titolo a rischio». Valutazione
          che comunque non ha impedito un’ ottima performance del titolo dal collocamento, avvenuto a 1 euro.
          Una cessione di Autogrill potrebbe avvenire, ma niente a che vedere con le vicende di Edizione Holding. «Eventualmente pressati dall’Antitrust e
          dalla morsa dei regolatori, la famiglia Benetton potrebbe essere tentata di vendere» è lo scenario che ipotizza l’analista di una banca estera. «A Ponzano
          hanno sempre dimostrato di essere pragmatici —concorda Lustig —, di fronte a un’offerta con un premio rilevante potrebbero liquidare l’investimento».

Simone Filippetti
          NEGLI STATI UNITI
          Hms è «nascosta» dietro altri marchi
          Autogrill è ormai una multinazionale della ristorazione
          per chi viaggia. Al di fuori dell’Italia, dove oltre alle
          autostrade, si contano anche alcuni ristoranti in centro città,
          la società dei Benetton è presente in 87 aeroporti, di cui
          74 in America. I restanti sono suddivisi tra Canada, Australia
          e Olanda.
          Il grosso salto internazionale è avvenuto nel 1999 quando
          Autogrill ha acquisito la società statunitense Hms Host attiva
          nella ristorazione lungo le autostrade e in alcuni aeropor
          ti. All’estero, però, molto spesso Autogrill non opera con il
          marchio proprio. Hms, di fatto un invisible brand, ottiene
          da grandi landlord (proprietari di immobili) concessioni per
          la gestione di spazi nei ristoranti. All’interno dei quali però
          opera con accordi di master franchising per gestire in esclusiva
          brand famosi.
          Può capitare, così, di entrare in un coffeebar a nome
          Starbucks in uno scalo americano, ma in realtà la gestione è
          di Autogrill.