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Auchan, Sma, Conad, esito incontro 30/08/2019

Roma, 30-08-2019

Il giorno 30 Agosto 2019 a Roma si è svolto l’incontro con l’impresa in oggetto. È stato dichiarato che si sta rivedendo l’organizzazione interna delle varie figure di responsabilità, questo dovrebbe dare una risposta alla richiesta delle organizzazioni sindacali di avere degli interlocutori di riferimento per la gestione delle relazioni sindacali ordinarie.

Nel frattempo l’analisi dell’andamento delle vendita ha fatto emergere che ci sono stati importanti difficoltà di approvvigionamento delle merci dovute alla fase di transizione, in virtù di questo si sta intervenendo anche attraverso il supporto della rete Conad. L’impresa ha dato disponibilità ad accelerare i tempi del confronto sulla ristrutturazione complessiva dell’impresa, anche sulla parte degli ipermercati, e dovrebbe essere in condizione di entrare nel merito per la metà di settembre. Nell’ambito del perimetro dei punti vendita che saranno ceduti alle cooperative sono stati fatti alcuni aggiornamenti, i punti vendita sono 108 ed interessano le regioni Abruzzo, Friuli VG, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto e tra questi sono previsti anche 12 Ipermercati, questa ultima notizia assume una particolare rilevanza rispetto alle preoccupazioni sulla rete Auchan.

L’azienda ha inoltre portato al confronto una prima proposta di accordo quadro che ha l’obiettivo di entrare nello specifico dei temi fin qui emersi dal confronto:

    ·Definire le regole di rifermento per la gestione degli impatti sul lavoro, tenendo conto della straordinarietà dell’operazione.

    ·Protocollo relazioni sindacali che accompagni tutto il piano industriale definendo un coordinamento nazionale e i demandi territoriali con le relative materie di competenza, con l’obiettivo di definire a lungo termine un sistema di relazioni sindacali con il mondo Conad.

    ·Stabilire le modalità di integrazione della rete Auchan/Sma verso Conad, individuando i rami di azienda che saranno interessati dalle procedure ex art. 47/428 definendo tempi, termini, condizioni ed eventuali interventi di ristrutturazione.

    ·Affrontare la ristrutturazione delle sedi, considerata la straordinarietà del tipo di intervento, prevedendo i tempi per la nuova organizzazione e l’impatto sui livelli occupazionali.

    ·Definire l’utilizzo degli ammortizzatori individuando la massima capienza possibile. In una prima fase potranno essere avviati con la causale della riorganizzazione consentendo di utilizzare la massima durata prevista da legge.

    ·Stabilire un piano di incentivazione su larga scala con risorse indirizzate in misura articolata a seconda del disagio.

    ·Stabilire un piano di prepensionamento con tutti gli strumenti a disposizione.

    ·Condividere un piano di ricollocazione accompagnato dagli strumenti di sostegno al reddito, che potrebbe coinvolgere oltre alla rete Conad anche attori terzi.

    ·Definire la contrattazione collettiva applicata che per chi resta in BDC potrebbe essere Federdistribuzione, mentre per chi passa in Conad sarà Confcommercio o Confesercenti a seconda di quello applicato dalle cooperative.

È stato inoltre dichiarato che la Contrattazione Aziendale della rete Sma verrà disdettata e cesserà di essere applicata dal 1 Gennaio 2020 mentre gli accordi per crisi fatti a livello dovranno essere verificati.
Rispetto alla necessità imminente di definire un accordo sui passaggi di ramo d’azienda è stata confermata la volontà di rispettare il 2112 del codice civile, pertanto i rapporti continueranno senza soluzione di continuità nel rispetto dell’anzianità aziendale maturata, non passerà invece il Contratto Integrativo Aziendale della rete Sma.

Filcams CGIL dichiara che l’incontro è stato sicuramente positivo per la disponibilità data dall’impresa a chiarire maggiormente il piano entro la metà di settembre ed è apprezzabile che abbia accolto la richiesta delle organizzazioni sindacali di affrontare in un accordo quadro tutte gli aspetti del piano con una proposta dettagliata. Questo approccio consente sicuramente di proseguire il confronto e di confermare le prossime date di incontro previste per i giorni 4, 11 e 23 Settembre 2019.

Tuttavia nel merito sono evidenti alcune importanti criticità:

    ·L’impresa parla di gestione dell’impatto occupazionale, per la Filcams di deve parlare di un accordo volto alla salvaguardia occupazionale, in mancanza di questo chiarimento diventa ancora più grave l’annuncio della disdetta della contrattazione integrativa in quanto si sta annunciando una riduzione dei salari a lavoratrici e lavoratori a cui non è neanche garantita l’occupazione.

    ·È evidente che l’impresa si prepara ad annunciare un numero rilevante di esuberi in quanto mette già a disposizione un elenco di strumenti utili alla gestione degli stessi ma senza che si possa verificare che gli strumenti siano sufficienti ad evitare licenziamenti coatti. Resta infatti da approfondire quali e quanti siano i punti vendita non recuperabili, quelli in sovrapposizione, quelli su cui esprimerà l’Antitrust e quale sia l’impatto occupazionale su sedi e logistica.

    ·L’impresa non ha chiarito se fosse disponibile a definire regole sui passaggi di ramo d’azienda che stabiliscano un sistema di relazioni sindacali strutturato, per la Filcams infatti va scongiurato che dal giorno dopo i passaggi ci si trovi davanti ad una moltitudine di punti vendita facenti capo ad imprenditori diversi che disgregherebbero la rappresentanza, con il rischio per i negozi più piccoli di perdere alcune tutele previste dalla legge.

Per le organizzazioni sindacali è inoltre da prendere in considerazione che, passata questa fase di confronto, si possa tornare a richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio