Battaglia sulla «rottamazione» nel pubblico impiego

17/09/2007
    domenica 16 settembre 2007

    Pagina 7 – Economia

    Battaglia aperta sulla «rottamazione»
    nel pubblico impiego

      L’ipotesi di Nicolais sul «ricambio» degli statali accolta dall’opposizione dei sindacati e dalle perplessità dei ministri

        diRoberto Rossi / Roma

        PIANI – Non c’è solo un piano per gli esodi incentivati dei dipendenti pubblici. Luigi Nicolais ne ha allo studio anche un secondo. «Sugli statali – ha detto il ministro per le Riforme nella Pubblica Amministrazione a Napoli, a margine di una manifestazione per il Partito Democratico – abbiamo due diversi piani. Uno riguarda il blocco dei con-tratti a tempo determinato. Ormai apriamo le assunzioni, facciamo concorsi, eliminiamo il precariato».

          E se il secondo è in qualche modo pacifico, il primo (che ve-drebbe
          un’assunzione ogni tre esodi incentivati) ha scatenato non solo un mare di polemiche ma una vera e propria battaglia politica. Non solo con i
          sindacati ma anche nella stessa maggioranza.

          Con le organizzazioni dei lavoratori il primo giorno utile per discutere sarà il prossimo martedì quando Nicolais incontrerà Cgil-Cisl e Uil per discutere le proposte del Governo sulla Finanziaria 2008. «Ci sembra
          spiegato Gianni Baretta, se-gretario confederale della Cisl alludendo alla proposta di tre esuberi contro ogni nuova assunzione – che, a sentire le notizie che filtrano, necessita di chiarimenti e approfondimenti». Sui due milioni e duecento mila dipendenti tra statali e enti locali, sanità, scuola i sindacati sottolineano che non vi possono essere «soluzioni a pacchetto
          chiuso», ha invece spiegato Salvatore Bosco, segretario della Uil. Per Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil, la proposta di Nicolais «è sbagliata per la categoria e fuorviante per l’intero mondo del lavoro. Sbagliata, in quanto non è accettabile una idea che non tenga conto delle differenze nei diversi settori: la sanità, ad esempio, ha delle carenze
          croniche di personale, mentre in altri comparti si può discutere come intervenire. È fuorviante – ha aggiunto Podda – in quanto si pensa a fuoriuscite quando si ha alle spalle una legge sulle pensioni che innalza
          l’età pensionabile». La strada che suggerisce l’esponente della
          Cgil è quella, già utilizzata dai bancari, in occasione della ristrutturazione del settore, che prevedeva un Fondo esuberi a cui partecipavano sia i datori di lavoro che i lavoratori, in modo da non pesare sugli enti
          previdenziali.

          Eppure il piano, o i piani, del ministro, che riguarderebbe per il biennio 2008-2009 10-15mila persone e risparmi (contando anche il taglio a
          sprechi e consulenze) per circa 500 milioni di euro, va avanti. «Nella riduzione da tre a uno ci sarà una riduzione delle piante organiche che sarà permanente» ha detto Nicolais. Questo è eterminato, ha aggiunto, dal fatto che la Pubblica Ammini-strazione si va progressivamente
          informatizzando e l’ingresso di giovani «darà una ulteriore accelerazione in questo senso. Più andiamo avanti nel processo di informatizzazione, di meno persone abbiamo bisogno». «Insieme a Tommaso Padoa-Schioppa – ha spiegato ai giornalisti – stiamo preparando un progetto per avviare verso la pensione quelle persone che sono oltre i 60 anni e che vogliono
          anticipare la pensione, con una spinta economica di un paio di annualità». Nicolais ha aggiunto che questo piano in qualche modo è frutto delle «spinte ad avviare un processo di svecchiamento da parte delle amministrazioni locali» visto che l’età media si aggira intorno ai 55 anni.

          Ma contro l’ipotesi di «rottamazione» di Nicolais non si sono mossi soltanto i sindacati di ca-tegoria. Anche alcuni ministri hanno espresso le loro perplessità. «Mi sembra contraddittorio decidere di aumentare l’età
          pensionabile e poi prevedere il pre-pensionamento nella Pubblica
          amministrazione» ha detto il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione comunista). «È un argomento che dobbiamo ancora affrontare – ha detto il ministro del lavoro Cesare Damiano (Ds) -. Da quello che ho letto la proposta si riferisce a coloro che hanno più di 60 anni. È un modo per snellire la Pubblica amministrazione e fare entrare
          dei giovani. Bisognerà fare una valutazione attenta quando il ministero incaricato di fare la proposta la presenterà».