Battaglia in Parlamento sulle liberalizzazioni

16/03/2007
    venerdì 16 marzo 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

      Battaglia in Parlamento sulle liberalizzazioni

        Bagarre del centrodestra, seduta sospesa ieri sera. Il governo lavora per evitare la fiducia

          di Bianca Di Giovanni/ Roma

          LIBERALI – Sulle liberalizzazioni è lotta dura. Durante l’esame del decreto si è arrivati addirittura alle mani: un corpo a corpo tra Teodoro Buontempo (An) e Erminio Quartiani (Ulivo). Il decreto scade il 2 aprile e deve ancora arrivare in Senato: alla Camera l’opposizione fa ostruzionismo rallentando la conversione. Prima di essere aggiornato alle 10 di oggi, l’esame del decreto si è protratto fino a notte tra bagarre, disordini e contestazioni sul numero legale. La tensione è sfociata in una vera e propria rissa, con tanto di schiaffoni e pugni, quando l’opposizione ha denunciato i presunti «pianisti» che avrebbero permesso alla maggioranza di superare di poco il numero legale. Per alcuni minuti la seduta è stata anche sospesa dal vicepresidente della Camera, Pierluigi Castagnetti. Alla ripresa scambi d’accuse: il vice capogruppo di Forza Italia Antonio Leone denuncia di essere stato aggredito insieme a Buontempo mentre Franco Russo (Prc) accusa Buontempo di aver fatto il saluto romano rivolgendosi al centrosinistra. Nel pomeriggio l’Aula aveva votato l’iter d’urgenza per il disegno di legge (emanato assieme al decreto, su cui si votavano gli emendamenti) e l’opposizione per protesta aveva abbandonato l’aula. Qualcuno ipotizza la richiesta di fiducia, considerata comunque solo un’«extrema ratio». «Abbiamo reagito e dovremo reagire – commenta Pier Luigi Bersani – a questa opposizione di sedicenti liberali, il cui palese ostruzionismo è inaccettabile e incomprensibile». Il ministro preferisce giocare al rialzo, piuttosto che al ribasso con lo sterile ostruzionismo. Ma finora l’Assemblea di Montecitorio ha votato, respingendoli, poco più di una decina di emendamenti, arrivando a esaminare più o meno la metà delle 270 richieste di modifica del testo. Tra le novità approvate, molte riguardano i mutui. L’abolizione delle penali viene estesa dai finanziamenti richiesti per l’acquisto della prima casa ai mutui accesi per acquistare immobili ad uso non abitativo e per l’esercizio di attività economico professionale, così come per quelli legati alle ristrutturazioni presentato da Forza Italia. Un’iniziativa, quella dei deputati, che ha incassato anche le congratulazioni di Bersani, per l’atteggiamento costruttivo. Il «quasi stallo» rischia di bloccare misure importanti, come quelle sulla portabilità del mutuo, sulle commissioni sul massimo scoperto, sulle ricariche dei telefonini. La battaglia a Montecitorio arriva proprio mentre Bersani raccoglie risultati sorprendenti dalle misure varate in luglio: in soli 30 giorni sono stati effettuati 8.295 rimborsi diretti, l’8.3% del totale dei sinistri denunciati a febbraio (primo mese di applicazione della norma). Secondo Bersani «questo significa che possiamo raggiungere anche l’80%». Sarebbe una rivoluzione, perché l’indennizzo diretto accorcia i tempi dei rimborsi, riducendo i passaggi intermedi e quindi i contenziosi. Il meccanismo può produrre un abbassamento delle tariffe (per Bersani « ancora troppo care») di almeno il 5% in un anno, come ha dichiarato ieri il presidente Isvap Giancarlo Giannini. Chi vuole far decadere norme che eliminano costi fissi per i clienti delle banche o dei grandi gruppi di telecomunicazione? «Sono esterrefatto – dichiara Bersani – che di fronte a misure palesemente attese si possa concedere qualcosa ancora all’ostruzionismo». D’altronde l’Italia è il Paese in cui «le banche straniere arrivano e non applicano le condizioni europee».