Battaglia d’autunno per i pensionati

14/09/2004


            martedì 14 settembre 2004

            Battaglia d’autunno per i pensionati
            Cgil, Cisl e Uil: difenderemo lo Stato sociale.
            Avviato il «chiarimento» sulle regole

            Felicia Masocco


            ROMA Un incontro dopo l’altro ieri per i leader di Cgil, Cisl e Uil alle prese con temi assai spinosi, dal modello contrattuale e i rapporti con Confindustria su cui si registrano forti divergenze, alla crisi Alitalia, per chiudere sui pensionati a fianco dei quali le confederazioni scendono in campo per una vertenza che punti a recuperare il potere d’acquisto dei loro redditi. Si tratta di stanare il governo disattento su molte cose e non fa certo eccezione «l’emergenza sociale», come l’ha definita Epifani, rappresentata dal deteriorarsi delle condizioni di chi vive di pensione. I segretari di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno incontrato quelli delle categorie, insieme chiedono risposte ed è la Finanziaria che deve darle garantendo la difesa dello stato sociale e dei servizi di cui gli anziani sono utenti. Sarà un tema centrale della battaglia d’autunno, da mesi esiste una piattaforma unitaria con analisi e proposte, il governo continua ad ignorarla, «nessun tavolo è stato avviato» ha denunciato Epifani, e se ieri non è stata decisa alcuna iniziativa di mobilitazione non è escluso che non si faccia nelle prossime riunioni.

            L’incontro sui pensionati ha concluso una giornata quasi interamente trascorsa in casa Cisl. Epifani, Pezzotta e Angeletti prima avevano parlato di Alitalia con Filt, Fit e Uiltrasporti; prima ancora, in un vertice a tre, dei rapporti tra le confederazioni stesse. È durato più di un’ora il primo confronto ravvicinato tra i leader sindacali dopo che a metà luglio la Cgil aveva lasciato il tavolo di viale dell’Astronomia in disaccordo con la scaletta dettata da Confindustria sui contratti. In mezzo ci sono state settimane di dibattito a mezzo stampa e sono emerse posizioni anche molto distanti, specie sulle nuove regole che sui contratti e la politica dei redditi devono sostituire quelle del 1993. Distanze che sono state confermate, e va da sé che quella di ieri è stata una ripresa delicata, con molta diplomazia è stata definita «l’avvio del chiarimento», sottointeso che non sarà né facile né breve arrivare ad una sintesi comune. È tuttavia prevalsa la volontà di provarci, presentarsi divisi alla controparte industriale è un azzardo per tutti. Epifani, Pezzotta e Angeletti torneranno quindi ad incontrarsi la prossima settimana e riprenderanno i temi ieri passati in rassegna con molta franchezza e non poco dialettica tra i tre leader, consapevoli che la stagione appena iniziata non è di quelle ordinarie. Le posizioni sono note, i sindacati si erano detti d’accordo per l’istituzione di una commissione che elaborasse una proposta di riforma contrattuale, Cisl e Uil però hanno rilanciato e pongono come condizione che contestualmente si fissi una data, un termine per i lavori oltre il quale si deve tornare al tavolo con gli industriali. La Cgil ritiene sia opportuno prendersi tutto il tempo che ci vuole. La Uil, poi, si dice pronta a dare la disdetta dell’accordo del ‘93, ma per le altre due non se ne parla fino a quando non ci sono nuove regole. La Cisl ha già pronto il suo «modello» – che verrà discusso oggi in via Po in una riunione con tutte le categorie – che assegna un ruolo centrale alla contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, e ipotizza l’allungamento dei rinnovi economici da due a tre o quattro anni. La Cgil è ferma nel difendere ruolo e funzione del contratto nazionale, uno strumento di equità oltre che di solidarietà. E questi sono alcuni dei titoli del confronto in atto. Sono nodi da sciogliere, o quantomeno da dipanare, prima della convocazione dell’assemblea unitaria dei delegati che avrebbe dovuto esserci questo mese ma sembra destinata a slittare.


            Pesa sull’agenda anche la definizione della Finanziaria, di cui pure si è parlato ieri, e di conseguenza la linea più o meno dura che i sindacati vorranno tenere verso il governo. In ogni caso la manovra economica che nelle parole del ministro Siniscalco avrebbe visto la luce per il 15 settembre è ancora cosa futuribile, quando avrà connotati più chiari anche Cgil, Cisl e Uil si «dichiareranno» e chiariranno le risposte da dare. Intanto è tempo di consultazioni interne: oggi la Cisl sonderà gli umori delle categorie sulla proposta di riforma contrattuale e il 21 riunirà il proprio direttivo. Il 29 e 30 si terrà il direttivo della Cgil.