«Basta sprechi a scuola i bidelli tornino a pulire»

08/10/2009

«Sono contraria al fatto che i bidelli non puliscano le scuole e si appaltino le pulizie all’esterno. È uno spreco di risorse pubbliche». Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha fatto fare un po’ di conti ai suoi collaboratori ed ha scoperto che il ministero spende ogni anno per le ditte incaricate di tener puliti ingressi, corridoi e aule una cifra enorme: un miliardo e 300 mila euro. Per la messa in sicurezza delle 57.000 scuole italiane, tanto per farsi un’idea, secondo Bertolaso potrebbero bastare 13 miliardi. I collaboratori scolastici — come si chiamano oggi i bidelli —sono circa 200 mila. La pulizia delle aule figura nel mansionario. Un po’ meno del 10%, tra i 15 e i 20 mila secondo il ministero, per motivi di salute è esentato dai lavori pesanti. Nelle scuole dei grandi centri urbani, servite dalle ditte esterne di pulizia, nessun collaboratore scolastico impugna la ramazza. La Gelmini, che sta cercando di far quadrare i conti, ritiene che alla voce del bilancio «pulizia delle aule» sia possibile ottenere qualche risparmio. «Abbiamo un sistema istruzione nel quale vanno individuati gli sprechi e le sacche di inefficienza — dice il ministro —. Ci sono dirigenti scolastici capaci di fare il proprio mestiere,
e quindi anche di garantire scuole pulite, e altri che non sono capaci. È arrivato il momento dunque di affrontare il tema del reclutamento e della valutazione per vedere chi vale e chi
no». «Indubitabilmente la sovrapposizione tra imprese esterne di pulizia e bidelli esiste — osserva Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi —. Bisogna scegliere
un modello». Quello attuale prevede l’impiego dei collaboratori scolastici tra le 7.30 e le 13.30, un orario che grosso modo coincide con quello delle lezioni. Nelle scuole che non sono servite da ditte esterne il tempo per le pulizie risulta molto ridotto: un po’ prima e un po’ dopo il suono delle campanelle. Un’alternativa potrebbe essere quella di introdurre dei turni in grado di consentire pulizie più approfondite. In soldoni pulire le aule quando non ci sono i ragazzi.
«Relegare il ruolo del collaboratori alle pulizie è anacronistico — spiega Antonello Lacchei
della Uil scuola —. In realtà svolgono anche mansioni di sorveglianza e assistenza che
vanno ben oltre le mansioni tradizionali ». «Dove operano imprese esterne—continua il sindacalista — l’organico è stato proporzionalmente ridotto: sono circa 12 mila i posti tagliati per compensare gli appalti esterni». Nel resto dell’Europa questi problemi non esistono. La pulizia delle aule è affidata a ditte esterne. I bidelli sono pochissimi. TreeLLLe, l’associazione
non profit che si sforza di migliorare la qualità dell’istruzione, nel 2008 ha fatto un confronto
tra tre scuole superiori di Bassano del Grappa, Buckingham e Norimberga. I bidelli o collaboratori rappresentano nei primi due istituti rispettivamente il 12 e il 5% del personale.
In Germania non ce ne sono. La Gelmini ha poi annunciato che «non resterà impunito» il mancato rispetto nelle tre scuole romane del minuto di silenzio per i soldati italiani morti nell’attentato di Kabul. «Solo le scuole di regime ricevono ordini dai governi», ha replicato Simonetta Salacone, dirigente di uno degli istituti sotto accusa.