«Basta incentivi alle pensioni anticipate»

13/02/2003





APERTA LA CACCIA ALLE NORME IN CONTRASTO CON LA DELEGA. ALLA CAMERA CONFRONTO RINVIATO AL 24
«Basta incentivi alle pensioni anticipate»
Maroni: servono regole per restare più a lungo al lavoro

13/2/2003

ROMA
Vanno abolite tutte le norme che ancora oggi incentivano l´esodo anticipato dal lavoro di lavoratori che hanno 55 anni e di lavoratrici che ne hanno 50. Lo annuncia il ministro del welfare Roberto Maroni, rivelando che è in corso da tempo un´ attenta ricognizione per cercare di scovare nei diversi regimi pensionistici dei settori pubblico e privato regole più favorevoli rispetto al sistema generale, superstiti nonostante il forte giro di vite attuato dalle riforme dei governi Dini, Amato e Prodi. E, contemporaneamente, il vice presidente della Camera Alfredo Biondi comunica che slitta a lunedì 24 febbraio, secondo le decisioni della conferenza dei capigruppo, l´esame in aula del disegno di legge delega previdenziale già fissato per lunedì 17: il che fa pensare che il rinvio debba collegarsi all´intenzione di Maroni di inserire già in questo provvedimento disposizioni tassative sul blocco del pensionamento anticipato. «Sembra incredibile – spiega il ministro – ma è così. Ci sono ancora norme, anche al di fuori di quelle strettamente previdenziali, che incentivano il lavoratore ad abbandonare presto l´attività, ed ora stiamo cercando di capire che impatto hanno avuto e se si tratta di leggi realmente applicate». La verifica viene attuata insieme dagli uffici legislativi dei dicasteri del welfare e dell´economia, perché molte disposizioni sono fiscali e non è stato stabilito ancora quale strumento sarà adottato (il disegno di legge delega in discussione alla Camera o un provvedimento ad hoc) per cancellare le regole di maggior favore. Comunque, per evitare ulteriori grane nel mondo del lavoro, il ministro si affretta a precisare: «Ne discuterò con tutte le parti sociali, come ho sempre fatto, o almeno con quelle che si vogliono confrontare con il governo». Le modifiche saranno introdotte nella delega previdenziale? Alla domanda rivoltagli da un giornalista il ministro replica: «Penso di sì, il tempo c´è. Decideremo nei prossimi giorni». L´obiettivo, però, è ormai segnato: stimolare il rinvio dell´entrata in pensione, nella speranza di alleggerire la spesa per le pensioni. «Possono sopravvivere – osserva Maroni – norme in clamoroso contrasto con uno dei punti cardine della delega? Se si prevede di incentivare i lavoratori a rimanere al lavoro, non possiamo certamente non eliminare disposizioni che incentivano ad andarsene». E qui cita l´esempio dell´art.17 del Testo Unico delle imposte sui redditi, che sottopone a tassazione agevolata le somme in danaro corrisposte al lavoratore per incentivarlo ad abbandonare l´attività. Si tratta, rileva il ministro, di una normativa che aveva un certo scopo quando fu introdotta, ma oggi diventa incoerente con il quadro complessivo, del tutto diverso. Peraltro, Maroni non entra nel merito delle recenti polemiche sul reale rapporto costi-vantaggi degli incentivi per i conti pubblici: «In attesa dei risultati del confronto tra esperti del mio dicastero e del ministero dell´economia, non mi avventuro in previsioni».

Gian Carlo Fossi