Basi USA, Comunicato 14/10/2015

Roma, 14 ottobre 2015

Il coordinamento nazionale FILCAMS-CGIL del personale italiano delle basi USA-NATO ha esaminato il verbale d’incontro tra il JCPC Italia e le organizzazioni sindacali firmatarie del COE. La FILCAMS CGIL che ha costituito ai sensi della Legge 300, Statuto dei Lavoratori, Rappresentanze sindacali aziendali nelle basi di Vicenza e Catania e che è presente nelle basi USA NATO con i propri iscritti stigmatizza il fatto che tuttora venga esercitata una illegittima preclusione verso la propria rappresentanza sindacale e che tale preclusione venga consentita dai sindacati firmatari.

Detto questo intendiamo fornire ai nostri iscritti e a tutti i lavoratori le nostre valutazioni su quello che emerge dal verbale d’incontro che è un verbale reticente che segnala i punti in discussione senza fornire indicazioni utili su quanto effettivamente emerso cosicché è impossibile comprendere quello che effettivamente sia stato discusso e deciso! Sulla assistenza sanitaria integrativa sappiamo che la UNISALUTE ha avanzato richiesta di aumento della contribuzione o di riduzione delle prestazioni. Circola nelle basi la voce che questa richiesta corrisponderebbe ad ulteriori 30 euro. Noi abbiamo sempre criticato la scelta di una polizza integrativa proponendo al contrario l’adesione dei lavoratori ad uno dei grandi fondi – che raccolgono milioni di iscritti – che risultano dalla intese contrattuali siglate da FILCAMS-CGIL e dalle altre OO.SS. confederali. In particolare abbiamo individuato in FONTE (per l’insieme del personale e CUAS per i quadri i fondi più vantaggiosi e più tutelati.

Sull’articolo 16. Il problema vero è il confronto sulla ricollocazione del personale che sarebbe in esubero (e che il JCPC – stante il verbale- ha fornito per l’Army e non per la Air Force (Che cosa dice la Navy?) e sulle condizioni in cui questo avverrebbe e sull applicazione della Legge 98. Argomenti non si capisce perché separati nel verbale dalla discussione sull’articolo 16. Un sindacato deve esigere con tutti i mezzi che il JCPC comunichi il numero dei lavoratori che sarebbero coinvolti e contrattare loro destinazione, uso degli ammortizzatori sociali e ricollocazione ex Legge 98. Il richiamo al rispetto delle prerogative delle autorità della base alla sicurezza nel rispetto della legislazione italiana è scritto in modo sibillino, mentre in dichiarazione pubbliche apparse sulla stampa catanese i dirigenti della UILTUCS hanno dichiarato che dal 1 ottobre i comandi si sarebbero riservati il diritto di trattenere fino ad un massimo di un ora il personale a scopo di eseguire perquisizioni corporali e dei mezzi in violazione della normativa esistente che prevede che il controllo possa essere fatto esclusivamente dai carabinieri e in violazione del COE rispetto agli orari.

E’ stata discussa la modifica dei criteri di “indagine salariale” (quali sono stati discussi?) e sono stati definiti gli aumenti salariali che i lavoratori hanno visto già nelle buste paga. Tutti i problemi relativi agli inquadramenti sono restati fuori dal tavolo (o se sono stati discussi) sono un segreto tra JCPC e sindacati firmatari. Invitiamo FISASCAT e UILTUCS a convocare il personale per rendere conto del loro operato.
Avrebbero dovuto farlo prima e farsi dare un mandato alla discussione!
La FILCAMS CGIL comunque è disponibile ad organizzare unitariamente o per proprio conto assemblee aperte a tutti i lavoratori per discutere delle conseguenze di quanto è stato firmato perché il sindacato è informazione, partecipazione e rivendicazione.
La FILCAMS-CGIL c’è! Non vediamo l’ora di sederci al tavolo delle trattative.

                          p. Filcams Cgil Nazionale

A. Montagni