“BaseUsa” Vicenza aspetta il giorno più lungo

16/02/2007
    venerdì 16 febbraio 2007

    Prima Pagina (segue a pagina 2) – Politica

    Vicenza aspetta il giorno più lungo
    La protesta dei due cortei

      Due cortei, uno del movimento, l’altro di partiti e associazioni. Ci sarà il servizio d’ordine della Cgil

      di Toni Fontana inviato a Vicenza

        I primi treni speciali sono attesi alla stazione di Vicenza alle 7 di domattina, alle 9 arriveranno i pullman. La vigilia della manifestazione contro la base Usa è segnata da una trattativa dagli esiti incerti tra le diverse anime di un movimento. Da una parte il tendone di Rettorgole, ai margini dell’aeroporto dal Molin, quartier generale di una parte dei comitati, dei Disobbedienti e delle associazioni più radicali. Il leader, Francesco Pavin, dice: non faremo sconti a nessuno, se i partiti vengono per dare una mano bene, se intendono cavalcare la protesta si sbagliano. Il movimento inizierà la sua marcia dalla stazione, Cgil, Arci, delegazioni regionali e provinciali di Ds e Margherita inizieranno a marciare 600 metri più in là, poi confluiranno. E nel corteo ci saranno anche Prc e Pdci, con i segretari Giordano e Diliberto. Quattro presidi medici, un pronto soccorso chimico-batteriologico, cinquemila agenti impegnati. E la gente di Vicenza commenta: «Xe rivà Bin Laden»

        CLIMA SURREALE – Ormai è questione di ore. I primi treni speciali sono attesi alla stazione di Vicenza alle 7 di domattina, alle 9 arriveranno una settantina di pullman. La città vive in un clima surreale la vigilia della manifestazione contro la base Usa. L’ultima trovata del prefetto Mattei, che ha annunciato che oltre a quattro ospedali da campo verrà allestito nei pressi dello stadio un «punto medico specializzato contro attacchi chimico-batteriologici» crea disagio e ansia in una città che è un gioiello architettonico e si sente smarrita mentre si annunciano avvenimenti che la sovrastano. E, dietro le quinte, dietro mille telefonini che squillano, è in corso una trattativa dagli esisti incerti tra le diverse anime di un movimento che, con il tempo, ha assunto molte fisionomie.

        Il tendone di Rettorgole, allestito ai margini dell’aeroporto dal Molin, è diventato il «santuario» di una parte dei comitati, dei Disobbedienti e delle associazioni più radicali. Da qui, fin dal mattino di domani, e dunque prima del corteo vero e proprio, prenderà il via una marcia che, dopo aver superato l’aeroporto, si muoverà in direzione della stazione dove è previsto il concentramento di una parte dei manifestanti. Qui la parola d’ordine è «antipolitica». «Noi – spiega Francesco Pavin, leader dei centri sociali vicentini – non faremo sconti a nessuno, se i partiti vengono a Vicenza per dare una mano saranno bene accolti, se intendono cavalcare la protesta per fini propagandistici si sbagliano».

        Il messaggio è indirizzato prima di tutto a Rifondazione e al Pdci che saranno rappresentati da Giordano e Diliberto, ma anche ai Ds veneti e alla Margherita, che domani daranno vita ad uno spezzone del corteo. «Noi – aggiunge Pavin – invitiamo i partiti a non portare le loro bandiere». Dietro le quinte è in corso un braccio di ferro. «Alcuni – spiega una fonte dei partiti di sinistra – pretendono che le nostre bandiere vengano listate a lutto».

        Resta anche da stabilire dove e quando i due spezzoni della sfilata si uniranno. Il movimento comincerà la marcia dalla stazione, mente la Cgil, l’Arci, le delegazioni dei Ds e della Margherita (provinciali e regionali) formeranno un secondo spezzone lungo il viale Santi Felice e Fortunato, che dista 5-600 metri. A quel punto l’anima politica e quella antipolitica si fonderanno, almeno per un tratto e in quei momenti, pensano alcuni, potrebbe volare qualche fischio. Fino a ieri sera non si sapeva ancora quale dei due spezzoni di corteo vedrà la presenza di Rifondazione con il segretario Giordano, da parlamentati ed europarlamentari. Queste trattative avvengono però dietro le quinte, la città accoglie con un misto di timore ed incredulità, le misure che vengono via via annunciate.

        «Xe rivà Bin Laden» commenta uno degli ambulanti che affollano di prima mattina viale Roma, dove domani sera si esibiranno Dario Fo e Beppe Grillo. La notizia dell’ultima trovata del Prefetto Mattei, si è diffusa ieri mattina in una Vicenza dove il clima appare sempre più surreale. Nei pressi dello stadio Menti sarà allestito un «punto medico specializzato contro gli attacchi chimico-batteriologici». Intorno alla città sono stati realizzati altri quattro «presidi medici». All’ospedale S. Bartolo la direzione sanitaria ci accoglie come se fosse stato proclamato lo stato di emergenza: «Si rivolga alla Prefettura per sapere i dettagli sul Pefam» (piano emergenze massimo afflusso feriti Ndr). Anche i medici chiedono l’anonimato. «Nel reparto di Oculistica, dove ormai ci sono pochi pazienti perché si fa tutto in ambulatorio, sono pronti alcuni letti per eventuali feriti – sussurra un (anonimo) chirurgo – se ci saranno incidenti siamo pronti a raggiungere l’ospedale in bicicletta». Una donna interviene polemica: «Mia madre sta male e non vogliono ricoverarla, accettano solo i casi di emergenza perché c’è la manifestazione». Il Pefam scatterà alle 8 di domani e sarà attivo fino alla mezzanotte. In cielo voleranno gli elicotteri del 118, in città stanno arrivando oltre mille agenti di polizia e carabinieri che si aggiungeranno ad altri 3-4mila già presenti. Tra i responsabili dell’ordine pubblico alcuni confidano nelle capacità della Cgil: «Meno male che ci sono loro, hanno un’organizzazione che può garantire che non vi saranno violenze». I capi delle forze dell’ordine non temono tanto possibili azioni spettacolari dei veneti di Casarini e dei centri sociali, quanto alcuni gruppi torinesi e milanesi. L’area radicale potrebbe portare domani a Vicenza «3-4mila manifestanti». Segnali che sono stati valutati con molta preoccupazione vengono da Padova dove sono stati diffusi volantini con «Libertà immediata per i compagni arrestati, sabato partecipiamo alla manifestazione di Vicenza».