“BaseUsa” Marzotto: «Conservatore è chi vuole la base»

01/02/2007
    giovedì 1 febbraio 2007

    Pagina 8 – Politica

    Marzotto: «Conservatore è
    chi vuole la base a Vicenza»

      Parla il conte imprenditore: «Qui gli industriali non guardano
      l’innovazione ma i piccoli affari e il sindaco ignora i cittadini»

        di Toni Fontana inviato a Vicenza

          IL CONTE E L’UNITÀ – Il «conte» l’attende. A due passi da Piazza dei Signori e da Palazzo Trissino, sede del comune, Paolo Marzotto sta sfogliando le carte che si è portato da un viaggio. Ma dalla borsa in pelle sbuca per prima una copia de l’Unità. «La compro tutti i giorni» – esordisce parlando nel suo ufficio tappezzato di manifesti delle Ferrari che pilotava vittorioso negli anni 50. «Il vostro è un bel giornale, forse non dovreste mettere tutti quei richiami a pagina 27 che affaticano la lettura, ma i giornali ormai sono fatti così. L’Unità mi piace perché ha fatto e sta facendo la più coraggiosa delle sue battaglie: quella contro le violazioni delle forme democratiche. Negli anni di Berlusconi, Furio Colombo ha condotto una battaglia sacrosanta, attuale anche oggi perchè gli abusi proseguono, la verità viene deturpata». Qui, nel palazzo di fronte – facciamo notare – c’è un grande amico di Berlusconi, il sindaco Hullweck, Vicenza sta vivendo giorni difficili, appare una città spaccata in due.

          «Forse una parte della città rifiuta l’innovazione, vive più del suo passato che nel presente. Non sono coloro che si oppongono alla base americana i conservatori, ma gli altri che l’accettano e non discutono come questa concessione è stata data ai militari. Questo è il conformismo. Alcuni sostengono che vi sono vantaggi economici, dicono che queste presenza porterà denari e lavoro, investimenti. Non è però chiaro se costruiscono alloggi o un nuovo aeroporto".

          Dicono che non useranno l’aeroporto. Se lo facessero i cittadini verrebbero gabbati…

            «Sarebbe molto grave, la pista è troppo vicina alla città. Dunque se vengono per costruire un aeroporto bellico, per aerei da guerra, sarebbe una truffa. Ma anche se vengono solo per costruire palazzi occuperanno una zona molto importante con realizzazioni che non avranno le stesse caratteristiche di quelle civili. Sono impressionato dallo scandalo che questo evento sta scatenando. Il sindaco attuale ha fatto molte cose, anche alcune che non erano state fatte dai suoi predecessori. È un decisionista. Ma nella vicenda della base Usa non sono state adottate le dovute cautele, non ha agito con la coscienza che si deve rispondere ad un intera cittadinanza. La gente non si sarebbe opposta in questo modo se non spinta da buone ragioni. Le regole della democrazia vanno applicate, sono tra i tanti che dal 2001 al 2006 hanno sopportato un governo al quale non andava in alcun modo la mia simpatia. Ed ora a Vicenza la gente pretende chiarimenti. Sarebbe un vero scandalo non dare spiegazioni».

            La protesta, almeno in alcuni, è sostenuta anche da un’antipatia per l’America..

              «Non sono anti-americano, ma non mi piace Bush, la sua gestione del mondo. Ha commesso tanti errori alcuni anche in malafede, sapeva di dire menzogne, ha sfidato l’ira di popolazioni che hanno costumi e convinzioni diverse da quelli occidentali, soprattutto diversi da quelli predicati dalla nuova "conservazione" Usa».

              Sulla presenza Usa e le sue ricadute sull’economia locale esistono varie scuole di pensiero…

                «Qui a Vicenza gli americani sono ancora oggi un corpo separato, hanno i loro negozi, tutto avviene all’interno. Hanno però oltre 700 dipendenti italiani che vogliono tutelare il loro lavoro. Gli americani a Vicenza sono in effetti un’impresa».

                Gli industriali sono scesi in campo per sostenere il progetto Usa e, alcuni, si sono alleati con An..

                  «Non è da oggi che un gruppo di imprenditori guarda ad Alleanza Nazionale. Del resto agli imprenditori locali non è mia piaciuta l’innovazione politica, la Dc di Vicenza non era quella di De Gasperi. L’importanza di allearsi industrialmente per affrontare la concorrenza non è mai stata assunta come una priorità. Questa mentalità induce a credere che la base Usa porterà quattrini, ma è scandaloso prendere paura perché gli americani minacciano di chiudere la Ederle, cioè ci ricattano »

                  Quale consiglio darebbe ai suoi concittadini? Dovrebbero arrendersi, prendere atto che ormai tutto è deciso?

                    «Penso devono appellarsi all’autorità politica. Se questa struttura deturpa la struttura urbanistica di Vicenza si tratta di un fatto molto grave ed il rifiuto del referendum mi spinge ad essere pessimista sulla gestione democratica della nostra città».