“BaseUsa” Amato: temiamo infiltrazioni tra i pacifisti

15/02/2007
    giovedì 15 febbraio 2007

    Pagina 2 – Interni/Primo Piano

    “I nemici della polizia possono unirsi a Vicenza”

      Amato al Parlamento: temiamo infiltrazioni tra i pacifisti

        GUIDO RUOTOLO

        ROMA
        Al termine della sua informativa alla Camera sulla retata brigatista, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, chiede al Parlamento una solidarietà «preventiva» alle forze dell’ordine, pensando all’appuntamento nazionale di sabato a Vicenza: «Potrebbe essere l’occasione cercata da altri per saldare gli spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell’ordine». Altri, non tutti, non i promotori della protesta. Ma l’allarme del ministro dell’Interno per quello che potrebbe accadere a Vicenza ha provocato reazioni contrastanti e polemiche soprattutto da settori della stessa maggioranza. In serata, lo stesso Viminale ha dovuto precisare che nelle parole del ministro non c’era «alcun accostamento tra terroristi e pacifisti» ma solo la denuncia di possibili «infiltrazioni» nella manifestazione di chi è «ostile» comunque alle forze dell’ordine.

        Più sbilanciato, invece, il vicepremier Francesco Rutelli, ha avvertito: «Confido che non vi sarà nessun disordine, ma se si verificassero dovranno essere prevenuti e repressi con estrema severità». Getta acqua sul fuoco l’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu: «Ho l’impressione che proprio le vicende di queste ore, gli arresti brigatisti, indurranno i manifestanti di Vicenza al massimo dell’autocontrollo».

        Nel frattempo, alle 18,07 di ieri è arrivata una mail al tg5 analoga a quella ricevuta il giorno prima dal Corriere: «Nulla resterà impunito. La bandiera caduta è stata immediatamente ripresa in mano da noi»: un testo pressoché identico a quello della telefonata al Corriere, firmato però «Br-Cellula Mario Galesi di Roma».

        Sull’ala movimentista delle Brigate rosse, il ministro Amato ha detto esplicitamente che il Partito comunista politico-militare aveva nella Cgil e nei centri sociali i loro punti di riferimento: «Non so come interpretare il fatto che diversi brigatisti fossero iscritti alla Cgil. Può trattarsi tanto di adesione di questi iscritti alla Cgil a quel gruppo, quanto di infiltrazione nella Cgil». E ancora: «Molti di loro fanno capo più che ai centri sociali in senso ampio e indefinito, a uno in particolare: il Gramigna di Padova». E, soprattutto, queste Br movimentiste, dice Amato senza tentennamenti, sono un pericolo da non sottovalutare perché possono contare su «una rete, anche se non particolarmente estesa, di consensi e complicità che non avevano le Br militariste di Nadia Lioce». Anche se non hanno tra loro «un collegamento razionale o consapevole», il ministro teme episodi convergenti di «ostilità» nei loro confronti: gli ultrà di Catania, legati o meno alla criminalità, quelli che allo stadio di Roma fischiano quando viene commemorata la morte dell’ispettore Raciti; la malavita organizzata che si «predispone» a considerarle un bersaglio; l’attentato sventato a Padova all’abitazione del dirigente Digos che ha indagato sulle nuove Br. L’appello alla «solidarietà preventiva» alle forze dell’ordine, in occasione dell’appuntamento di sabato, dunque, nasce da questa analisi preoccupata. Che trova sostanzialmente d’accordo Gianfranco Fini, presidente di An: «Il ministro Amato ha detto una cosa condivisibile, e la reazione molto piccata e stizzita della sinistra radicale è la dimostrazione che ha colto nel segno». A proposito della retata brigatista, gli arrestati, «gravitavano a cavallo di quel mondo che si è soliti definire dell’antagonismo spinto con frequentazioni di alcuni centri sociali che si sono già distinti per alcuni episodi di violenza». Ma senza puntare il dito sulla Cgil: «Sarebbe un errore madornale criminalizzare un grande sindacato come la Cgil», ha detto Fini. Anche Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, concorda con questa valutazione: «Ci sono pessimi segnali che rischiano di creare un humus per la lotta armata. Tra questi, «la Commissione d’inchiesta sul G8 di Genova, il fatto che un ex terrorista (Roberto Del Bello, ndr) si trovi nelle stanze del Viminale e ancora le manifestazioni dove si offendono le forze dell’ordine, i blocchi sui cantieri della Tav. Casini invoca «la tolleranza zero da parte delle Forze dell’ordine». Critico, invece, l’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu: «Sono perplesso per quanto non detto da Amato, che ha taciuto il ruolo dei centri sociali. Certo, criminalizzare la Cgil è una follia, ma non si può non pensare che frange della Cgil sono infiltrate dalle br. Amato, poi, sottovaluta la continuità storica tra vecchie e nuove br».