Barletta. «La Barsa? É antisindacale»

17/05/2004



    Barletta – 16 maggio 2004





    il fatto

    Dura accusa dei sindacati Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil sui criteri di gestione dei dipendenti nell’azienda
    «La Barsa? É antisindacale»

    Tra le accuse vi è il frequente ricorso alle consulenze esterne

    «Vi è un comportamento antisindacale, lesivo della dignità dei sindacati e dei lavoratori all’interno della Barsa da parte dei vertici aziendali». È la denuncia delle rappresentanze e organizzazioni sindacali della Fisascat-Cisl e della Filcams-Cgil in merito alla situazione in cui versano oltre cento lavoratori ex Lavoratori socialmente utili della società multiservizi, a capitale misto pubblico-privato di cui il Comune è socio di maggioranza col 72%. In particolare, i lavoratori lamentano di essere continuamente destinati a compiti e mansioni diverse dalle rispettive competenze e figure professionali: in alcuni casi, vi sono unità lavorative che non vengono impiegate per mancanza di collocazione nella struttura aziendale.
    «L’azienda – spiegano in una nota le segreteria di Fisascat Cisl e Filcams Cgil – nel novembre 2000 ha stabilizzato oltre cento ex lavoratori socialmente utili, con un piano di impresa già approvato dal Comune. Per tale stabilizzazione sono state impegnate ed utilizzate notevoli risorse economiche. Oggi non possiamo consentire a nessuno di utilizzare denaro pubblico senza garantire a tutti i lavoratori quella stabilità occupazionale promessa all’epoca dell’instaurazione del rapporto di lavoro».
    Secondo la denuncia dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, dopo che il consiglio comunale ha adottato la modifica dello statuto Barsa con il conseguente ampliamento e allargamento delle attività e dei servizi si è creata la paradossale situazione di lavoro affidato a terzi, pur avendo le figure professionali al proprio interno per svolgerlo. Non solo. Sembra che vi sia il progetto di assumere nuove unità.
    «Oggi – ribattono i sindacati – l’azienda non può proporre nuove assunzioni e far ricorso a manodopera esterna, mentre al suo interno, fa terrorismo psicologico sugli impiegati che a volte non sa come utilizzare. Negli incontri con il sindaco ed il vice sindaco è sempre stato assicurato l’impegno alla garanzia occupazionale per tutti i dipendenti Barsa».
    Di qui, Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil si domandano: «I servizi di supporto tecnico supporto informatico e tributi che erano previsti nel piano di impresa e che impegnavano tutti gli impiegati Barsa, utilizzati presso gli uffici comunali, che fine hanno fatto?».
    «Due anni fa – aggiungono – furono assunti un dirigente e tre quadri con lo scopo di eliminare le consulenze esterne. Purtroppo, le consulenze sono state cambiate ma non eliminate! E poi, le rappresentanze sindacali vengono solo a posteriori informate di alcune decisioni aziendali. E cosa più grave, vengono spesso additate, vessate e denigrate, anche in presenza di lavoratori, specie quando si permettono di voler sapere e capire».
    «I sindacati e i lavoratori – concludono Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil – sono delusi e amareggiati del perdurare di un atteggiamento aziendale elusivo e poco chiaro, chiedono trasparenza e stabilità occupazione per tutti i dipendenti senza distinzione alcuna».

    Michele Piazzolla