Bari. Scognamillo: la Cgil, l´arresto e un sindacato da 1000 iscritti

07/05/2004

Bari

VENERDÌ, 07 MAGGIO 2004
 
Pagina I -Pagina VI – Bari
 
IL PERSONAGGIO
 
Scognamillo la Cgil, l´arresto e un sindacato da 1000 iscritti
 
L´ex Cgil rilancia: il mio Siuls ha già mille iscritti, mi ispirerò a Di Vittorio
 
Dopo l´arresto per il crac Ferri Scognamillo fonda un sindacato
 
 
 
GIULIANO FOSCHINI
    Il sindacalista di fiducia del gruppo Ferri (secondo i giudici). Il compagno vittima di un arresto politico (secondo lui). Peppino Scognamillo, l´ex dirigente della Cgil arrestato nel dicembre scorso nell´ambito del crac del colosso no food di Corato, ha fondato un nuovo sindacato: si chiama Siuls (Sindacato italiano unitario lavoro e solidarietà) e (si legge nel manifesto programmatico) «si porrà nello scenario sindacale come una forza di sinistra che prende come esempio l´insegnamento e lo spirito di lotta del compagno Peppino Di Vitttorio». Addio dunque alla Cgil: «Nessuno mi ha cacciato. Mi sono dimesso». Addio anche alla Fiat: «Lavoravo da quando avevo 19 anni. Dal 19 gennaio sono in pensione. Oggi sono un libero pensatore».
    Ma, ha spiegato ai "compagni sindacalisti" nella lettera di dimissioni, «comunque non smetterò di lottare».
    Da due mesi Peppino Scognamillo gira per le fabbriche, «tra i miei lavoratori», a fare incetta di deleghe.
    Ieri era a Trani: «Abbiamo fondato il Siuls il 6 aprile. Esistono già due sedi, a Modugno e Altamura, e ne apriremo altre. Siamo già presenti nella pubblica amministrazione, nel terziario, nella scuola, nelle piccole imprese, tra pensionati e disoccupati. Siamo quasi un migliaio. Partiamo dalla Puglia per arrivare in tutta Italia». Scognamillo si dice "un comunista sulla scia di Peppino Di Vittorio, tanto che sul sito internèt (con l´accento sulla seconda e) ci ho messo la sua fotografia».
    Accusa la Cgil: «Mi ha abbandonato. Mentre il mio partito (il Pdci) mi è sempre stato vicino». Esprime «fiducia nella magistratura» pur rimanendo convinto «che il mio è stato un arresto politico. La prova? La Cassazione ha impugnato la decisione del Riesame e ha rinviato il fascicolo al tribunale di Bari».
    Scognamillo parla a ruota libera. Nel dicembre scorso fu arrestato per concorso nella bancarotta del gruppo Ferri. I magistrati sostengono abbia avuto un´automobile in regalo dalla Genesi, l´azienda madre poi fallita. Lui dice (e lo scrive anche al sindacato) di essere stato colpito dai giudici perché partecipò con i lavoratori a una manifestazione di protesta sotto il Tribunale. «Mentre il 18 novembre il pm Savasta non chiedeva il mio arresto, il 24 veniva richiesto, motivandolo con le mie dichiarazioni contro la magistratura».

    Il comunista Scognamillo contro i giudici: «Ma forse al posto loro avrei fatto lo stesso». Squilla il telefono.
    È Riccardo Ferri. "Li ho sempre stimati perché rispettavano i contratti: firmarono una convenzione con la Cgil». Accarezza il sindacato. «Io sono la Cgil. Morirò con lei». E alla fine parla anche della sua grande passione. La poesia. I Ferri avevano comprato 200 copie del suo libro "I miei aquiloni". Spesa duemila euro. Concorso in bancarotta fraudolenta. Si sono chiesti i giudici: perché una società che sta per fallire compra 200 volumi di poesie? «Non immaginavo il dissesto finanziario. E so che le mie opere piacevano: volevano regalarle agli operai per diffondere un po´ di cultura». Peppino il "poeta", il nuovo segretario nazionale della Siuls, l´erede di Di Vittorio, mostra un foglio. «L´ho scritta quando ero ai domiciliari: "Mi rimisi a planare nella mia fantasia; l´ultimo rifugio; di un uomo libero; prigioniero del nulla"».