Bari. Nelle scuole ancora piatti vuoti

24/04/2003

          LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO




          BARI, giovedì 24 aprile 2003

          Caso cascina
          Ieri incontro alla Provincia. I sindacati: ripristinare il servizio

          Nelle scuole ancora piatti vuoti
          scatta l’emergenza alle materne


          Piatti vuoti alla ripresa delle lezioni e genitori ancora sull’orlo di una crisi di nervi. Feste e ponti vari esclusi, manca poco più di un mese alla chiusura dell’anno scolastico. Eppure i disagi causati dalla sospensione del servizio della mensa – conseguente allo scandalo «Cascina» – creano tensione fra le famiglie. «Il telefono è rovente», racconta la dirigente del Cep3, Grazia Lassandro. Per venire incontro alle esigenze delle madri lavoratrici – e al San Paolo quelle che portano a casa i soldi con un’occupazione precaria sono tante – è stato applicato l’orario flessibile. La direttrice: «Nessuno mangia il panino. Abbiamo sfruttato al massimo le potenzialità del trasporto». La campanella suona alle 8.15 e alle 13.30. Un’ora di pausa e i 350 alunni del tempo pieno tornano in classe per uscire alle 14.30. Più difficile la gestione della materna: tutti i 150 piccoli a casa fra le 13.30 e le 14.30, cercando di gestire al meglio le attività del pomeriggio, condensate durante la mattinata.
          E’ emergenza anche nei circoli Japigia 1 e 2: le dirigenti chiamano a raccolta i genitori delle materne. Per ora nessuno spiraglio e orario unico fino alle 14.30. Al massimo e nonostante le proteste.
          Nel frattempo arrivano rassicurazioni sulla qualità dei cibi. In una nota della Cisl Puglia si fa riferimento all’incontro di ieri mattina che si è tenuto alla Provincia. Si legge nel comunicato: «Non esiste alcun impedimento di tipo igienico-sanitario che giustifichi l’interruzione del servizio nelle scuole baresi. Lo conferma il direttore generale del Comune di Bari, Cucciolla, che ha incontrato l’assessore provinciale Paparella, alcuni dirigenti de "La Cascina", una delegazione dei lavoratori e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e della Cisl Puglia». Il commento del segretario nazionale Fisascat Cisl, Giovanni Pirulli: «E’ importante che l’unica motivazione alla base della chiusura delle cucine riguardi presunte irregolarità contributive e fiscali». Di qui la richiesta dei sindacati «di assicurare continuità occupazionale ai 170 lavoratori de "La cascina" senza retribuzione». 

          a.f.