Bari. Migro: l´iper truffa dell´Iva

06/07/2005
    mercoledì 6 luglio 2005

    Pagina III – Bari

      AFFARI ILLEGALI

        Maxi operazione con 800 uomini della Finanza, 48 persone arrestate, 265 indagate. I tir viaggiavano scortati da auto civetta

          Migro, l´iper truffa dell´Iva

            Blitz in tutta Italia: un´evasione su 170 milioni di euro

              La merce rimaneva sul mercato nazionale e poi distribuita in nero
              ai supermercati

                GIULIANO FOSCHINI

                  Avevano creato in tutta Europa 38 società fantasma, in modo tale da simulare vendite all´estero di merce che invece rimaneva in Italia. Per evitare i controlli, forse con la collaborazione della camorra e della Sacra corona unita, scortavano i camion con le stesse modalità dei contrabbandieri ai tempi del traffico di sigarette. L´obiettivo era truffare lo Stato, non pagando l´Iva. Il gioco andava avanti da anni, dal 2000 al 2004 avevano venduto in questa maniera merce esentasse per 170 milioni di euro. Ieri la truffa è stata smascherata.

                  Quarantotto persone sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Nel carcere di Trani sono rinchiusi Oronzo e Marco Amato, rispettivamente amministratore unico e responsabile delle vendite della Ingross Levante spa, il colosso del "cash and carry" titolare del marchio Migro. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Roberto Oliveri del Castillo, gli Amato erano «a capo dell´organizzazione, occupandosi di coordinare e dirigere l´attività di falsa fatturazione delle vendite». Il meccanismo era semplice. L´associazione aveva creato società fittizie in Grecia, Spagna, Francia, Germania e Portogallo alle quali fingevano di vendere merce destinata in realtà al mercato italiano, e in particolare a quello pugliese e campano. In questa maniera riuscivano a evadere l´Iva, sfruttando la normativa comunitaria che prevede il non addebito dell´imposta di valore aggiunto su quella merce venduta da società italiane a imprese comunitarie.

                  Ad affiancare nella truffa la Migro – dal 2000 sino a oggi – commercialisti, un centinaio di imprese di trasporti e alcune altre aziende italiane del settore food e no food (Alvi, Eurocedi e Tiesse). L´interesse dell´organizzazione non era soltanto quello di aggirare l´evasione. La merce che finiva, abusivamente, sul mercato nazionale veniva poi distribuita in nero a supermercati, piccole imprese e società italiane a prezzi sensibilmente inferiori rispetto ai valori di mercato proprio perché non gravati dall´Iva. «In questa maniera – ha spiegato il sostituto procuratore del tribunale di Trani, Giuseppe Maralfa, che ha coordinato le indagini – sono riusciti a mettere in piedi un vero e proprio sistema di mercato parallelo integralmente sommerso».

                  Secondo gli inquirenti l´Ingross Levante (nata nel 1924 «come piccolo emporio a conduzione familiare» raccontano le cronache aziendali) grazie alla truffa era riuscita a garantirsi una florida clientela in Italia e in Europa: attualmente l´impresa della famiglia Amato, che ha il suo centro direzionale a Molfetta, conta 11 stabilimenti in tutta Italia, più di 300 dipendenti e un fatturato che ha registrato un più 18 per cento nel primo trimestre del 2005.

                    Contemporaneamente agli arresti ieri mattina la Guardia di Finanza ha effettuato 160 perquisizioni in tutta Italia. Oggi a Trani cominceranno gli interrogatori delle 48 persone arrestate.