Bari. Magazzini Ferri, uno spiraglio

02/04/2003
          BARI
           
          MERCOLEDÌ, 02 APRILE 2003
           
          Pagina IX
           
          È inziato il confronto sul futuro degli 800 dipendenti della società commerciale che ha sede al Baricentro
           
          Magazzini Ferri, uno spiraglio
           
          La trattativa in Provincia sui contratti di solidarietà
           
           
           
           
          DAVIDE CARLUCCI

          contratti di solidarietà: parte di qui la trattativa per salvare i lavoratori dei Magazzini Ferri dal rischio di licenziamento, partita ufficialmente ieri. Dal suo esito dipende la sorte di 800 posti di lavoro in provincia di Bari e duemila in tutt´Italia. Il "tavolo", come si definisce in gergo tecnico, è stato istituito ieri mattina nel palazzo della Provincia, in via Dalmazia. Un incontro affollato di lavoratori al quale hanno partecipato i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil e Ugl, i rappresentanti legali dei Ferri e della Nowa, la nuova società che ha preso le redini dell´impero dei casalinghi attraverso l´affitto di alcuni rami dell´azienda. Per la Provincia c´era l´assessore Matteo Paparella, e Silvana Zingarelli, dirigente dell´Ufficio vertenze collettive che rassicura i lavoratori preoccupati: «L´azienda ha scelto di non utilizzare strumenti traumatici – dice – Le speranze per il futuro ci sono: il contratto di solidarietà, se verrà applicato – e non dovrebbero esserci problemi – è il migliore ammortizzatore sociale: non c´è sospensione del lavoro ma solo una riduzione temporanea dell´orario di lavoro».
          Soddisfatti anche i sindacati. Dopo la falsa partenza del 25 marzo, quando l´incontro è saltato per problemi di salute di uno dei dirigenti Ferri, si temeva che anche ieri tutto finisse in un nulla di fatto. «Invece non è stato un pesce d´aprile e nemmeno un incontro formale», dice Peppino Scognamillo, della Filcams-Cgil. Anche Antonio Andrisano, della Uil-Tucs, è fiducioso: «Almeno siamo riusciti, sia pur faticosamente, a mettere tutti gli interlocutori intorno a un tavolo. S´è presa coscienza della drammaticità della crisi. Ma anche dell´impegno di tutti a scongiurare il licenziamento». Che questa sia la volontà anche del gruppo Ferri lo ha garantito anche l´avvocato Francesco Stolfa, noto lavorista, che ieri rappresentava l´azienda di Corato.
          Ma anche Nowa ha fornito la sua disponibilità a privilegiare, nelle prossime assunzioni, almeno cento dipendenti, in prevalenza della Genesi (la società "madre" del gruppo) e della Ferri. Paparella, dal canto suo, ha detto che anche la Provincia è pronta a fare la sua parte nel processo che si apre. E che entra subito nel vivo: già domani è previsto un incontro con una delegazione ristretta, l´8 aprile ce ne sarà ancora un altro: «Crediamo che sarà quello conclusivo, si arriverà alla firma dell´accordo – spera Scognamillo – Le aziende hanno dato piena disponibilità a perseguire qualsiasi percorso per salvaguardare i livelli occupazionali». Scognamillo è persuaso che davvero, come sostengono i vertici aziendali della Nowa, il gruppo stia risalendo la china. «Già da qualche giorno centinaia di negozi sono riforniti a pieno regime, nel giro di alcuni mesi la catena distributiva sarà completata. Questo significa che gli stessi ammortizzatori sociali potrebbero essere interrotti prima della loro conclusione "naturale". Così come non ce ne sarà bisogno per i 130 circa che saranno assorbiti direttamente dalla Nowa».
          Malgrado le rassicurazioni informali da parte del ministero, Domenico Ferrigni, della Fisascat-Cisl, frena un po´ gli entusiasmi: «Non tutte le società hanno le condizioni per utilizzare gli ammortizzatori sociali. Solo le società con più di 200 dipendenti possano adottare la cassa integrazione, e solo la Ferri logistica è in queste condizioni. Per quelle più piccole, si potrebbero utilizzare i contratti di solidarietà ma nel caso specifico manca il decreto attuativo del ministero che le estende alle realtà con meno addetti».