Bari. La Uil si accorda con la Tempor: il sindacato a caccia degli “atipici”

02/10/2001

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Bari

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La Uil si accorda con la Tempor
Il sindacato a caccia degli ‘atipici’

La collaborazione sui temi della formazione e dell’informazione dei nuovi assunti. Critica la Cgil

DAVIDE CARLUCCI


LA MONTAGNA va da Maometto. Nel senso che il sindacato non aspetta più che sia il lavoratore "flessibile" a varcare la soglia della camera del lavoro: va direttamente nei luoghi dove ci sono i nuovi operai, manodopera senza tessera ma anche senza certezze sul proprio futuro. Accade così che a Bari un sindacato come la Uil stringa un’intesa con una società di lavoro interinale, la Tempor, del gruppo Eurolabour. Un’alleanza per gestire insieme due aspetti cruciali come la formazione e l’informazione dei propri dipendenti.
Già, perché i lavoratori a tempo, che aumentando in continuazione contribuiscono a far diminuire il tasso di disoccupazione, la possibilità di iscriversi al sindacato la hanno per legge. Ma chi lo fa davvero, chi, non avendo la sicurezza di un posto fisso, ha il coraggio di esporsi? Quasi nessuno. «Li aspettiamo insieme: noi da una parte, l’azienda dall’altra», dice però Vanni Bondesan, rappresentante, nella Uil, dei lavoratori "atipici" (gli interinali ma anche le nuove figure flessibili come i collaboratori e i parttime). Massimo Molino, responsabile per Puglia e Basilicata della Tempor, ritiene invece che in questo modo l’agenzia allarghi «la sua visuale nel mondo del lavoro. Spesso siamo in difficoltà, quando dobbiamo capire chi rappresenta questa manodopera così mobile, che cambia da una settimana all’altra». Ma che interesse ha un’azienda di lavoro temporaneo nell’incoraggiare il sindacato a metter piede al suo interno? Non è meglio evitare "grane"? «Il primo vantaggio – spiega Molino – è che man mano che le aziende diventano più grandi è più difficile trovare risorse umane, per di più sempre diverse. In questo il rapporto con il sindacato può essere utile. Ma soprattutto, abbiamo la necessità di avere relazioni quanto più corrette con i lavoratori». Secondo Franco Losito, della Uil, «con le agenzie interinali normalmente non si creano conflitti. Perché sanno che devono applicare il contratto per legge, punto e basta».
Ma l’iniziativa della Uil fa discutere. Mimmo Pantaleo, della Cgil: «Non voglio entrare nel merito delle scelte della Uil. Anche noi abbiamo un’organizzazione che si occupa dei lavoratori atipici, la Nidil. Credo che ci sia molto lavoro da fare, in questo senso. Ma è anche necessario ben distinguere la funzione di rappresentanza che il sindacato deve avere dalle funzioni di gestione, evitando le commistioni. E’ giusto affermare un sistema di relazioni positivo, per avere un rapporto più efficace. Soprattutto per quanto riguarda la formazione, che in Puglia più che altrove va ripensata radicalmente, sia pure salvando le centinaia di posti di lavoro a rischio. Ma proprio perché si tratta di un settore strategico, il sindacato deve dare delle indicazioni, non gestire. Deve dare dei servizi, informare i giovani sui diritti che spesso non sanno nemmeno di avere, senza però confondere il suo ruolo con quello delle altre parti sociali». Più drastico il commento di Pasquale Martino, di Rifondazione, partito che considera "caporalato" l’interinale: «Un’iniziativa del genere sottolinea in maniera vistosa una degenerazione: il sindacato, invece di opporsi alla deregolamentazione del lavoro, partecipa alla sua gestione. È evidente che per questi giovani lavoratori non ha senso iscriversi al sindacato, che loro vivono come l’organizzazione dei lavoratori "privilegiati", a tempo indeterminato. Il sindacato dovrebbe studiare invece una politica per introdurre stabilità nei nuovi lavori».