Bari. La Rinascente cerca casa

11/11/2005
      BARI
    venerdì 11 novembre 2005

    Pagina I- III – Bari

      RETROSCENA

      Il gruppo avvia la riorganizzazione degli assetti immobiliari: previsto il trasferimento

      La Rinascente cerca casa
      si trasferirà la sede barese

        Ilaria Ficarella

        Che fine farà la Rinascente di Bari? Il giallo comincia da un annuncio, che mette in forse una delle presenze più durature del commercio cittadino. Ieri, la società ha presentato a Milano il suo piano di rilancio. Che da qui al 2012 prevede una serie di novità per lo storico gruppo, ampiamente rimaneggiato dagli ultimi eventi societari. Fra l´altro, il progetto punta a una riduzione dei costi. Per tagliare, la società ha deciso di chiudere alcuni negozi. Altri, invece, saranno solo trasferiti. Tra quelli che dovranno trovare una nuova casa c´è, per esempio, il "Roma Colonna", c´è il negozio di Grugliasco, c´è lo shopping center di Napoli. E c´è anche Bari.

        Lo ha detto chiaramente, ieri, l´amministratore delegato Vittorio Radice. Il piano di rilancio del marchio (dopo la ristrutturazione societaria, avvenuta con l´acquisizione del gruppo da parte di Investitori Associati, Deutsche Bank Real Estate global opportunities, Pirelli Re e Famiglia Borletti) prevede un rimaneggiamento della mappa dei negozi Rinascente sparsi per l´Italia. A Roma e Milano, per esempio, la società intende aprire due mega strutture, effetto Lafayette a Parigi. A Bologna, Venezia, Messina, Brescia, Verona sono previste nuove aperture. Altrove, però, per compensare i costi, bisognerà chiudere: succederà a Lodi e a Bergamo. O riposizionare i negozi. Una tattica che già altri grandi marchi commerciali stanno utilizzando per ridurre i costi e conquistare nuove fasce di acquirenti (in giro per l´Italia lo sta già facendo la Divani&Divani del gruppo Natuzzi, per esempio). Proprio questo è il progetto che Rinascente intende attuare a Bari. Dove, secondo l´annuncio di ieri, il megastore di via Sparano dovrebbe scomparire. «È una notizia che ci giunta del tutto nuova», spiega Nino Morgese, della Filcams Cgil, che sta seguendo per i dipendenti pugliesi del gruppo la trattativa per il rinnovo contrattuale. «Non abbiamo avuto alcuna informazione in merito – dice il sindacalista – Né era una cosa che potevamo immaginare». Sì, perché la presenza in via Sparano è ormai da anni una delle poche certezze del commercio cittadino. Sono andati e venuti dal "salotto buono" della città nomi di altissimo prestigio dello shopping nazionale e internazionale. Ma una Upim prima e una Rinascente poi, nello stesso storico edificio all´angolo con via Piccinni, ci sono sempre stati. Eppure, qualche sentore c´era, e non da poco, che la società fosse quantomeno in dubbio circa la sua posizione, un tempo considerata strategica. Prima c´è stata la storia delle aperture continuate. Rinascente era a Bari, e in via Sparano in particolare, praticamente l´unico negozio a rimanere aperto all´ora di pranzo, così come succede in tutte le altre città d´Italia. Rinascente, peraltro, a Bari è stata fra le sostenitrici delle aperture domenicali. Ma né l´una né l´altra strategia commerciale hanno tenuto, per ragioni diverse ovviamente. I ben introdotti nel business delle intermediazioni immobiliari a Bari dicono, poi, che già due anni fa, quando era in ballo l´arrivo in città del colosso Zara, prima ancora che i fratelli De Napoli potessero chiudere l´affare, Rinascente stesse trattando con gli spagnoli per cedere il palazzo di via Sparano. Ma l´accordo è saltato, forse per il prezzo. E Zara ha preferito Palazzo Sant´Agostino, al costo di 40mila euro mensili. Che Rinascente voglia lasciare via Sparano sembra dunque un fatto certo. Resta da capire per trasferirsi dove.