Bari. Il Comune revoca l´appalto “Sull´Inps la Cascina mentì”

16/04/2003


        BARI
         
         
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        Le verifiche amministrative confermano le irregolarità. Subito nuove ditte gestiranno le mense scolastiche
         
        I consiglieri di An e centrosinistra chiedono le dimissioni di D´Oria, Toma e Cucciolla ma manca il numero legale
        Il Comune revoca l´appalto "Sull´Inps la Cascina mentì"
                Il sindaco ha spiegato come le imprese abbiano falsificato le autocertificazioni
                Ora per arrivare fino al termine dell´anno scolastico si ricorrerà alla trattativa privata

                RAFFAELE LORUSSO

                Le strade del Comune e delle società che gestiscono le mense scolastiche si dividono. Dopo la sospensione, arriva puntuale la revoca dell´appalto. E una pioggia di polemiche. Con Salvatore Tatarella, capogruppo di Alleanza nazionale, che chiede a gran voce le dimissioni dell´assessore alla Pubblica istruzione, Domenico D´Oria, e del direttore generale Mario Cucciolla. Lo stesso fa il centrosinistra, che con un ordine del giorno (non votato per mancanza del numero legale) chiede al sindaco anche la testa dell´assessore ai Contratti, Emilio Toma. Ma procediamo per ordine.
                La revoca dell´appalto, nell´aria da alcuni giorni, prende corpo nella tarda mattinata di ieri, quando il sindaco riceve dall´Inps di Roma e dall´Agenzia delle entrate la risposta al quesito inviato ventiquattr´ore prima. All´epoca della gara d´appalto, la situazione contributiva e fiscale dell´associazione temporanea di imprese, costituita da "Cascina", "Alga" e "Ladisa", non era conforme ai requisiti previsti dal bando. A questo punto, quindi, la revoca diventa un atto dovuto.
                Simone Di Cagno Abbrescia ufficializza la decisione in Consiglio comunale, nel tardo pomeriggio. Il primo cittadino spiega di aver «invitato gli uffici competenti ad avviare il necessario procedimento amministrativo in autotutela (in pratica, la procedura di revoca, ndr)». All´assessore alla Pubblica istruzione, Domenico D´Oria, chiede invece di «attivarsi per limitare al massimo i disagi alle attività scolastiche e alle famiglie». Il sindaco parla per pochi minuti. Il tempo di leggere due scarne paginette in cui sono riassunte le vicende degli ultimi giorni. Di Cagno Abbrescia racconta di aver ricevuto copia dell´ordinanza del gip del Tribunale di Bari a carico della "Cascina" e delle altre due imprese che gestiscono la mensa scolastica, il 10 aprile. «I dirigenti dell´associazione di imprese – dice – sono indagati essenzialmente per false attestazioni nelle dichiarazioni di autocertificazione sulla regolarità dei pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché per irregolarità nel pagamento di imposte e tasse e per aver indotto in errore la commissione aggiudicatrice della gara per il sevizio di refezione scolastica del Comune di Bari».
                Ripercorrendo i passaggi dell´ordinanza del gip, il sindaco sottolinea che l´associazione di imprese «ha presentato un progetto tecnico con l´intenzione di non dare allo stesso piena attuazione, con conseguente danno patrimoniale all´amministrazione comunale». A questo, poi, va aggiunta la "frode", per aver somministrato «in via continuativa alimenti spesso stoccati e poi manipolati in locali e con attrezzature prive dei minimali requisiti di igiene». Trattandosi di fatti «attualmente permanenti», spiega il sindaco, l´amministrazione comunale ha provveduto immediatamente a sospendere il servizio. Poi, ricevuta la comunicazione dell´Inps e dell´Agenzia delle entrate, è stata avviata la procedura di revoca.
                La vicenda, però, è tutt´altro che conclusa. Chiuso il rapporto con Cascina, Alga e Ladisa, rimane da affrontare il problema del servizio di mensa scolastica. La soluzione naturale, a questo punto, è quella di un nuovo bando di gara per l´anno scolastico 2003-2004 e di una trattativa privata per le poche settimane che mancano alla fine dell´anno scolastico in corso. I consiglieri comunali di tutte le forze politiche chiedono a gran voce che il servizio riprenda il più presto possibile. Allo stesso tempo, però, pretendono che il sindaco chiarisca perché nessuno, quando è stata aggiudicata la gara d´appalto, abbia verificato la fondatezza delle dichiarazioni rese delle aziende vincitrici. L´assessore Domenico D´Oria si difende dalle accuse, ma il centrosinistra insiste: bisogna votare l´ordine del giorno con la richiesta di dimissioni. La ciambella di salvataggio arriva da Giuseppe Varcaccio e Sergio Ventrella, di An, che abbandonano l´aula e fanno mancare il numero legale.