Bari. Il caso Ikea fa tremare la giunta

20/11/2001

Bari

MARTEDÌ, 20 NOVEMBRE 2001
 
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Ieri si è tenuto il primo vertice di maggioranza al Comune: Simone Di Cagno Abbrescia fa capire che sono sotto osservazione tutti gli assessori
 
La crisi si allunga, rischiano anche i politici
 
E il caso Ikea fa tremare la giunta: scelta un’area verde a Mungivacca
 
 
 
Duro attacco del coordinatore dell’opposizione "Vogliamo sapere"
D’Alconzo e Roca potrebbero perdere il loro posto insieme a Bosco
 
RAFFAELE LORUSSO

La crisi si allunga. Sindaco e capigruppo di maggioranza discutono di programmi, cominciano a pensare alla giunta che verrà, ma prendono tempo. Far quadrare i conti non sarà un’operazione semplice. Simone Di Cagno Abbrescia e i capigruppo della Casa delle Libertà si sono incontrati ieri per la prima volta dall’apertura della crisi. Il primo cittadino ha insistito soprattutto sul programma evitando riferimenti precisi al futuro organigramma. Alcuni passaggi dell’intervento del sindaco, però, hanno convinto i capigruppo che nel nuovo esecutivo potrebbe esserci più di una novità. Ai rappresentanti dei partiti, Di Cagno Abbrescia ha spiegato che nei prossimi due anni la Casa delle Libertà dovrà cercare di realizzare progetti che lascino il segno. «Dobbiamo levare la qualità degli interventi — ha detto — e anche della giunta. Bisogna puntare su uomini in grado di fare la differenza». Una dichiarazione pronunciata con grande nonchalance, ma che lascia intendere che alcuni assessori dimissionati una settimana fa potrebbero restare a casa per sempre. Terminata la riunione, è cominciato il totoescluso. E’ certo che il sindaco non alludeva solo ai suoi collaboratori tecnici. Anche qualche politico sente franare il terreno sotto i piedi. E’ il caso di Nicola D’Alconzo, indicato da Salvatore Mazzaracchio ma sgradito al gruppo di Forza Italia, ma anche di Michele Roca, di Alleanza nazionale. Ma nella lista dei possibili esclusi è finito anche Vincenzo Avantaggiati, assessore del Cdl al patrimonio, la cui gestione del settore non entusiasma i suoi stessi colleghi di partito. Un discorso a parte, invece, per gli assessori tecnici. Il sindaco vorrebbe confermarli tutti, anche se la vicenda dell’Ikea rende incerta la posizione dell’ingegner Donato Bosco. Lo scontro con Enrico Piccone, consulente del sindaco per le grandi questioni urbanistiche, potrebbe costargli il posto in giunta a vantaggio proprio dello stesso Piccone, che alla fine l’ha spuntata: il punto vendita Ikea, infatti, sorgerà su un’area del quartiere Mungivacca, destinata a verde pubblico, e non nella zona industriale, su un terreno di proprietà della famiglia Matarrese.
E’ certo, comunque, che la vicenda Ikea inciderà sulla risoluzione della crisi. La costruzione del punto vendita del colosso svedese nel settore dei mobili in kit in un’area destinata a verde pubblico non convince anche numerosi consiglieri di maggioranza. Le opposizioni, poi, sono già sul piede di guerra. Giovanni Giannini, coordinatore dei gruppi di centrosinistra, ha chiesto al sindaco, che ha presieduto la riunione della commissione urbanistica in cui è stato esaminato il progetto, di chiarire i passaggi della vicenda. Pur valutando positivamente l’investimento di un colosso del calibro di Ikea, Giannini invita il primo cittadino ad evitare che l’insediamento crei squilibri all’assetto del territorio. La costruzione dello stabilimento, infatti, richiederà un accordo di programma (lo strumento tecnico che sostituisce la variante al piano regolatore generale) e, per questo, potrebbe essere stravolto anche l’assetto della viabilità. Il coordinatore delle opposizioni, inoltre, chiede di conoscere la destinazione dell’area prescelta, i nomi dei proprietari vecchi e nuovi e, soprattutto, dei progettisti. Per il coordinatore delle opposizioni c’è il rischio che questo insediamento interferisca con i progetti già approvati per Mungivacca: contratto di quartiere, piano di riqualificazione e alloggi per studenti universitari.