Bari: Il bagnino è diventato un professionista

17/06/2001

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BARI

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Il bagnino è diventato un professionista
un futuro da poliglotta e massaggiatore

Ecco come cambia la figura dell’assistente bagnanti: molta preparazione, cresce il numero delle donne
il caso

ANNA GRITTANI


Lo definiscono ufficialmente "assistente bagnanti", bello e prestante diventa "beach boy", sulle spiagge baresi resta per tutti il "bagnino". O la "bagnina", perché i tempi cambiano e sono sempre di più le donne che chiedono il brevetto. Complessivamente nell’anno 2001 in Puglia la Federazione Italiana nuoto (Fin) ha rilasciato 500 brevetti, di cui 100 nella provincia di Bari che aggiungendosi a quelli rilasciati dalla Società nazionale salvamento totalizzano 163 nuovi "diplomati" bagnini. Tra questi 24 ragazze temerarie, pronte a gettarsi tra le onde per salvare i bagnanti in pericolo. Presente nei ricordi, nelle foto e nei film d’epoca, la figura del bagnino può vantare una storia secolare, se si pensa che la Società nazionale salvamento è nata a Genova nel 1860. Poi, plasmata dal tempo, si è evoluta e differenziata proprio come la terminologia usata per definirla. Ed oggi il bagnino è uno specializzato, un professionista del salvataggio, che il mercato richiede non solo nei mesi della stagione balneare ma anche in altre periodi per esperienze di lavoro all’estero o sulle navi da crociera nei Caraibi. Diversamene da altri impieghi stagionali quello del bagnino richiede una specializzazione e forte senso di responsabilità, tutte caratteristiche che ne fanno una professione, dicono i tecnici, in cui la domanda è di molto superiore all’offerta. Di conseguenza l’"assistente bagnanti", durante i quattro mesi della stagione balneare, non è mai disoccupato.
Ma attenzione, proprio in virtù di questo salto di qualità fatto dalla categoria ,al bagnino col brevetto nessuno dovrà chiedere di riparare l’ombrellone o di sistemare la sdraio. Questi compiti di factotum appartengono al color seppia delle foto d’epoca. «Oggi il bagnino ha responsabilità civili e penali quindi non si dovrebbe allontanare dalla torretta», puntualizza Antonio Spanò, direttore della sezione di Bari della Società nazionale di salvamento. Il suo ritratto è in genere quello di uno studente universitario, che richiede il brevetto tra i diciotto e i vent’anni, e smette di lavorare nelle spiagge una volta laureato; nelle zone di Vieste e Manfredonia molti bagnini durante l’inverno fanno i pescatori.
Michele Donadio, fiduciario per la Puglia della sezione salvamento della Fin, insiste sul perfezionamento del bagnino di oggi: «È migliorato tecnicamente – dice –. Sa fare lo stile libero con la testa fuori dall’acqua, e nuotare a dorso e a rana con le sole gambe, perché le braccia servono per trasportare il bagnante in pericolo, che verrà afferrato dalle ascelle, dalle mascelle o dai fianchi». È anche in grado di prestare il primo soccorso, di vogare, e conosce l’ordinanza della Capitaneria di porto. A tanta scienza corrisponde un compenso mensile che si aggira attorno ai due milioni, più contributi e liquidazione, ammesso che lo stabilimento balneare faccia le cose in regola.
Dunque soprattutto professionalità, e se a ciò si aggiunge una figura prestante modello beach boy americano, che ben venga, purché il bagnino non si faccia distrarre dalle bagnanti nelle ore di servizio. «Lo sguardo deve essere sempre rivolto al mare – osserva Cesare Bellantuono, rappresentante della sezione di Bari della Società nazionale salvamento – perché la cosa più importante è la prevenzione». Annuisce Stefano, 38 anni, insieme ai colleghi Luca, Dino, Franco e Nicola. Sono loro gli "assistenti bagnanti" del lido "San Francesco alla rena". «Il bagnino deve essere cauto e previdente – dice Stefano –, saper tranquillizzare il bagnante in pericolo e conoscere il fondale. Il mare ti può tradire, cambiare all’improvviso, formare delle buche, anche se le insidie maggiori le riserva la piscina, specie per i bambini che si tuffano senza rendersi conto dell’altezza».

Tuttofare nel passato, specializzato in tecniche di salvataggio nel presente. E il futuro? «Se vogliamo migliorare i servizi turistici a Bari dobbiamo perfezionare le figure professionali. Il bagnino dovrà conoscere almeno due lingue, l’inglese e il francese, e imparare altre "arti", ad esempio il massaggio. In Versilia, ma anche a Rimini e a Riccione il bagninomassaggiatore esiste già». Cesare Bellantuono parlerebbe per ore del futuro che per lui è già dietro l’angolo, ma il bagnino Stefano scappa via. Un gruppo di ragazzini sta superando pericolosamente il limite della boa. Bisogna fischiare e la cronaca sarà bianca.