Bari. Ferri Logistica, firmata l´intesa

02/02/2004

BARI

DOMENICA 1 FEBBRAIO 2004

 
 
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Ferri Logistica, firmata l´intesa
Europrogea assumerà 72 lavoratori per 520 euro al mese
Sindacati soddisfatti: "È l´accordo migliore". I dipendenti sono scontenti: "Non possiamo fare diversamente"
          ILARIA FICARELLA

          Scontenta i lavoratori, ma risolve, almeno temporaneamente, il problema. E´ stato siglato l´accordo fra i sindacati e la curatela fallimentare della Ferri Logistica per decidere la sorte dei dipendenti. Il documento prevede l´assunzione di 72 lavoratori da parte del consorzio Europrogea per 117 ore: un mese da suddividere in 27 ore settimanali. La retribuzione è quella base (senza supplementi di «solidarietà») pari a 520 euro mensili. Secondo i sindacati, in attesa della formalizzazione della cassa integrazione, l´accordo siglato rappresenta comunque «il migliore possibile». Mentre i lavoratori continuano a essere preoccupati per il futuro. «Io ho accettato le condizioni poste – spiega Cristian Lomuscio rappresentante sindacale e lavoratore fra i 72 – anche se resto, come gli altri, in attesa di sapere cosa ci aspetta dopo la fine di questo mese di lavoro».
          La trattativa per chiudere l´accordo è cominciata venerdì mattina alle 11 ed è andata avanti per tutta la giornata. «Era necessario concludere al più presto per far fronte alle esigenze più immediate» spiega Nicola Giorgino, legale dell´Arepo. La società, nata da una costola del Gruppo Ferri, del tutto indipendente dalla holding e che gestisce la maggior parte dei punti vendita, sta per far partire una promozione di prodotti (il 5 febbraio). Per la distribuzione delle merci entro la data richiesta, in base alla commessa affidata dall´Arepo a Europrogea, il consorzio ha necessità di attivare al più presto la piattaforma logistica per la movimentazione. Altrimenti l´Arepo avrebbe potuto rivolgersi altrove e il consorzio Europrogea avrebbe così perso un contratto importante, specie in questo momento. «Ecco perché non si poteva aspettare oltre e dovevamo fare di tutto per spuntare il meglio subito», dice Gaetano Morgese, segretario della Filcam Cgil. Ma, secondo i legali di Arepo, la fretta non è giustificata soltanto dall´avvio della promozione (già pubblicizzata attraverso la distribuzione di volantini). «La questione è molto più complessa – spiega l´avvocato Giorgino – E´ tutto praticamente sospeso in attesa che la Corte di Appello di Bari si pronunci sul reclamo presentato contro il provvedimento di fallimento della Ferri Logistica. Soltanto dopo, l´Arepo deciderà se acquistare. Adesso resta tutto in forse». In forse resta pure il futuro dei lavoratori, che per ora dovranno accontentarsi di lavorare un mese. Per fare cosa poi? «La situazione non è così nera – dice Morgese – E´ stata chiesta la cassa integrazione, che dovrà essere formalizzata. E i lavoratori che aderiranno all´accordo, vedranno sospesa la cassa integrazione per il periodo di attività lavorativa, mentre gli altri saranno coperti comunque dall´ammortizzatore sociale». Domani, la curatela fallimentare dovrebbe chiedere un incontro per il prossimo 11 febbraio all´Assessorato per le Politiche del Lavoro della Provincia di Bari, per la formalizzazione della cassa integrazione. Mentre, sempre per questa settimana, dovrebbe essere fissato il vertice a Roma, al Ministero del Lavoro, con il sottosegretario Pierluigi Borghini. «Chiederemo – dice il sindacalista della Cgil – che siano accelerati i tempi per la retribuzione della cassa integrazione, che il Ministero si attivi per la ricerca di acquirenti solidi e perché si continui a considerare il Gruppo Ferri come un´unica entità per estendere a tutti i lavoratori in egual misura gli ammortizzatori». Intanto, dal sindaco di Corato, Gino Perrone, arriva la conferma all´impegno assunto nei giorni scorsi. «Ci stiamo attivando presso le aziende che fanno parte del Patto territoriale – spiega – per verificare se ci siano possibilità occupazionali. Nel frattempo sono soddisfatto dall´accordo raggiunto, che parte da una mia proposta, e che per il momento rappresenta la migliore soluzione possibile, in attesa della formalizzazione della cassa integrazione e delle ulteriori pronunce giudiziali».